produttori siciliani, che oggi acquistano da Olanda, Germania, Austria, l’abbattimento dei costi di produzione», spiega Salvatore Restuccia, coordinatore della filiera Patata dei Servizi allo sviluppo. In alcune annate il costo elevato del “seme” ha contribuito a limitare la convenienza economica della coltura. Le prove sperimentali per la produzione di tuberi-seme verranno avviate dall’Unità operativa di Sant’Agata di Militello (Messina), con due varietà: a buccia rossa e buccia gialla. «Il progetto punta, inoltre, a ridurre al minimo l’utilizzo degli azotati, con una coltivazione a basso impatto ambientale – prosegue Restuccia –. Per una razionale gestione della concimazione azotata, bisogna conoscere la risposta produttiva della pianta nelle particolari condizioni ambientali in cui si svolge il ciclo della coltura extrastagionale. La ricerca nasce in questo quadro e il suo obiettivo è quello di valutare, studiando le differenti varietà, la possibilità di ridurre gli attuali apporti di azoto». Questa sperimentazione verrà realizzata a Spadafora (Me), Giarre (Ct), Ispica (Rg) e Marsala (Tp) su differenti tipologie di terreno. Lo studio prevede la semina di 15 varietà di patata. Per valutare gli input di azoto verranno utilizzate due varietà, con cinque livelli di concimazione azotata: 0, 100, 200, 300, 400. Durante il ciclo biologico verrà monitorato il contenuto di azoto totale, ammoniacale e nitrico nel terreno, nella pianta e nei tuberi. A fine ciclo verranno valutate la resa e la qualità dei tuberi con riferimento al contenuto di nitrati.