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Pomodoro, disaccoppiamento penalizza i produttori

   

Coldiretti critica il decreto sull’applicazione del nuovo regime

   
   

BOLOGNA (7 febbraio 2008) - «Un nuovo fardello burocratico è in arrivo sul capo dei produttori italiani pomodoro». È questa la denuncia della Coldiretti che ricorda la pubblicazione ormai prossima in Gazzetta ufficiale del decreto che sancisce l’applicazione in Italia per tre anni di un regime di disaccoppiamento parziale in cui metà dei finanziamenti comunitari saranno pagati in modo accoppiato, in base ai quantitativi di pomodoro prodotti e metà in modo disaccoppiato, destinati ai produttori storici. L’applicazione di questo sistema, contestato da Coldiretti perché mantiene il settore in uno stato di arretratezza sul piano industriale, ha solo aumentato gli adempimenti burocratici creando costi

Pomodoro
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aggiuntivi che finiranno per ripercuotersi sugli stessi produttori e i consumatori. «Ma il fatto grave dell’applicazione di questo sistema – sostiene il presidente della Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è che ha consegnato la contrattazione dell’accordo del pomodoro in mano all’industria, che da tre mesi si siede al tavolo delle trattative senza la minima volontà di raggiungere un accordo ragionevole sulla prossima campagna. Siamo ormai agli sgoccioli per poter fare un minimo di programmazione delle semine, che causerà un ulteriore abbandono di questa coltura, che tra il 2004 e il 2007, in Emilia Romagna è  passato da 33 mila a 21 mila ettari».

 
   
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