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Patate, quelle verdi sono tossiche

   

Secondo l’Aduc contengono alcune sostanze nocive

   
   

ROMA (18 febbraio 2008) - Attenzione alle patate verdi: non vanno consumate o perlomeno occorre eliminare la parte verde e quella con germogli. L’allarme è stato lanciato dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che spiega: «La patata contiene normalmente, e in piccole quantità, alcuni alcaloidi, come solanina e caconina, che contribuiscono a determinarne il sapore caratteristico ma che in quantità maggiori possono diventare pericolosi. La produzione di alcaloidi nei tuberi, specialmente in quelli piccoli o immaturi, è stimolata dalla luce e dalla conservazione a temperature sia molto fredde che calde». «Per fortuna – prosegue l’Aduc – vi sono dei segnali di pericolo. Le patate

Patate
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esposte alla luce producono anche clorofilla, che dà un colore verde allo strato superficiale, il che sta a indicare altresì una maggiore quantità di alcaloidi. Gli effetti, per chi le consuma, sono vomito, dispnea, alterazione cardiaca ed enterite». Il 2008 è stato dichiarato dall’Onu, e in particolare dalla sua agenzia per l’alimentazione e l’agricoltura, la Fao, anno internazionale della patata e quindi qualche notizia su questa pianta ci appare opportuna. La patata è uno dei prodotti agricoli più consumati al mondo. Nonostante sia arrivata in Europa solo nel 1570 al seguito degli spagnoli, la patata era conosciuta nell’America centro meridionale da più di 4500 anni ed era un alimento fondamentale per le popolazioni montane come gli Incas. Fino al 1780, in Francia, alcuni ritenevano che la patata causasse la lebbra. «Leggende metropolitane, è vero, però alcuni effetti non propriamente positivi il tubero più famoso del mondo – conclude l’Aduc – può averli».

 
   
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