ortofrutta fresca contro i 5.634.000 del 2007. Più sensibile il calo dei consumi della verdura (da 2.941.000 a 2.909.000 tonnellate, pari al -1,1%) rispetto a quello della frutta, il cui consumo è passato da 2.693.000 tonnellate a 2.674.00 (- 0,7%). In crescita invece risulta il consumo di ortaggi surgelati (da 146.663 a 152.290 tonnellate, con un incremento del + 3,8%). «Alcuni segnali del comparto ortofrutticolo – prosegue Bruni – sono senz’altro positivi, come quelli legati all’export, che è in lieve crescita nei primi 6 mesi dell’anno a conferma della tendenza alla ripresa già evidenziatasi lo scorso anno scorso (+ 9% rispetto all’anno precedente). Da luglio 2007 a gennaio 2008 abbiamo esportato 2.063 499 tonnellate di ortofrutta in mercati sempre più diversificati: risultano in crescita i mercati dell’Est europeo (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca), in aumento anche gli scambi con la Russia, il Nord America e i mercati orientali». «Lo slancio dell’export viene tuttavia frenato – spiega Bruni – da alcuni limiti strutturali del nostro Paese, quali il costo dell’energia, le infrastrutture e la logistica». A tal riguardo Bruni ha evidenziato come negli ultimi 15 anni il numero di veicoli merci sulle strade sia cresciuto in Italia del +61,8%, mentre in Francia è calato del 18,1% e in Spagna addirittura del 22,3%.