composto responsabile della sensazione piccante del peperoncino è la capsaicina, un alcaloide presente nelle piante del genere Capsicum. Si tratta di un metabolita secondario delle piante che viene prodotto da ghiandole situate tra la parete del frutto e la placenta. Quest’ultima, perciò, è ricca di capsaicina, mentre i semi, contrariamente all’opinione comune, ne sono privi. La presenza di carotenoidi e sali minerali stimola la vitalità dei tessuti e attiva il circolo venoso e capillare, prevenendo le malattie vascolari. Alcuni ricercatori attribuiscono al peperoncino la capacità di sradicare l’Helicobacter pylori, un batterio spiraliforme che colonizza la mucosa gastrica. Il nome del peperoncino deriva dal latino piper (pepe). L’utilizzo della spezia in cucina è molto ampio, dato che conferisce al cibo un sapore piccante e un aroma che ne esalta le caratteristiche senza modificarne il gusto. L’associazione Amici della Terra, che da tre anni porta avanti un programma di reperimento e acquisizione di numerose varietà di peperoncino provenienti da tutto il mondo con proprietà organolettiche diversificate, ha promosso di recente a Palermo l’iniziativa “Piccante... al volo”, finalizzata a promuovere il prodotto, le sue qualità e soprattutto le sue possibili utilizzazioni gastronomiche. Durante la manifestazione sono stati proposti ai visitatori numerose pietanze a base di prodotti regionali con una giusta nota di piccante. L’interesse dell’associazione Amici della Terra per il peperoncino nasce, oltre che dalla bellezza del frutto, dalle sue svariate proprietà officinali.