Cina che sono più che triplicate (+207 per cento) nei primi cinque mesi dell’anno nonostante gli allarmi che giungono dal Paese asiatico sui rischi per la salute di molti prodotti». Se il trend continuerà, nei prossimi mesi arriveranno in Italia oltre 150 milioni di chili di concentrato di pomodoro in un anno, un quantitativo che equivale a circa un quarto dell’intera produzione di pomodoro coltivata in Italia. «Il rischio sanitario riguarda dunque anche l’Italia dove arriva un fiume di pomodoro che – precisa la Coldiretti – per l’assenza di una adeguata normativa può essere ischiato al prodotto nazionale e spacciato come made in Italy sul mercato interno ed estero. Oltre ai giochi e alle bambole, tra le produzioni del paese asiatico negli Stati Uniti sono già stati messi sotto accusa per i rischi alla salute – ricorda la Coldiretti – anche dentifrici, alimenti per animali domestici a causa della presenza irregolare di melanina tossica, anguille, pesce gatto, ma anche succhi e conserve con pericolosi additivi». Secondo Coldiretti «occorre estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza anche agli alimenti per favorire i controlli, permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini».
E intanto la Commissione europea sembra non condividere affatto i timori italiani sul rischio sanitario che deriverebbe dai 150 milioni di chili di pomodori che l’Italia importerà dalla Cina entro fine anno. «L’Unione europea – ha spiegato Michael Mann, portavoce del Commissario all’Agricoltura, all’agenzia Help Consumatori – dispone di un efficiente sistema di allerta rapida per le derrate alimentari e gli alimenti per animali, il quale controlla tutti i prodotti che giungono sul mercato affinché non contengano nessun pericolo per la salute umana. Per questi pomodori non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione». Inoltre, spiega Mann, «spetta alle autorità nazionali compiere attenti controlli sui prodotti che importa e, nel caso, attivare il sistema d’allerta». Il commissario Ue alla Salute Markos Kyprianou si appresta ad affrontare, inoltre, un viaggio in Cina per discutere di cooperazione sulla sicurezza alimentare, di illegalità nel commercio del cibo e sviluppo di più rapidi sistemi di comunicazione fra Cina e Unione europea, ma non è all’ordine del giorno la qualità dei pomodori esportati in Italia.