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Rara come preziosa la melanzanina conquista l'élite
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La "perlina" ragusana presente nei menù più in d'Italia
   
PALERMO (13 gennaio 2010) - Con quella forma un po' così, quella grandezza un po' così, ha conquistato i più importanti chef italiani. Parliamo della melanzanina, ortaggio che, non a caso, figura nei menu dei ristoranti più "in" di Taormina, di Capri, del lago di Como, di Roma o di Sanremo. E che, però, è difficile da trovare nei banchi del fruttivendolo sotto casa. Sì, perchè la melanzanina di Santa Croce Camerina, che il suo inventore ha vezzosamente chiamato "perlina", è un prodotto destinato unicamente all'alta cucina. La forma (come una piccola zucchina), le qualità organolettiche (non è amara o piccante) la rendono perfetta per un piatto bello da vedere e buono da gustare. Di più: proprio la melanzanina è il primo
Melanzanina
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esperimento italiano di miniaturizzazione di ortaggi. «L’idea – racconta Giombattista Campoccia, l’imprenditore agricolo vittoriese che le ha dato i natali – mi è venuta una decina di anni fa durante un viaggio in Trentino. Ho visto una melanzana molto diversa dalla nostra, era grezza e non era un granché come sapore. Così ho pensato di perfezionare la melanzana che si produce nelle nostre zone, convinto che potesse avere un mercato». Tornato dal Trentino, Campoccia ha contattato l’Esa, l’Ente sviluppo agricolo, di Vittoria ed è entrato in contatto con due ricercatori dell’Istituto sperimentale per l’agricoltura: un genetista e un ibridatore hanno iniziato a lavorare e dopo alcuni anni ecco il seme. Ma perché questa melanzana è diversa dalle altre? «Perché – continua Campoccia – è praticamente tascabile. Cuoce in poche decine di minuti, non va passata in acqua e sale prima della cottura e soprattutto è bella da vedere». Tanto bella e tanto buona da stuzzicare per primi gli chef che l’hanno inserita fra gli ingredienti cult della loro cucina. Per i primi piatti ma anche per i dolci, con la perlina affogata nel cioccolato. Un vero e proprio riscatto per un prodotto che, nonostante sia ricco di minerali, fibre e abbia proprietà digestive e anticolesteroliche, è stato considerato per secoli un alimento insignificante se non addirittura dannoso (il nome deriva dal latino “malum insanum”, ossia “frutto insalubre”). La melanzanina si coltiva in serra e cresce a grappoli. Ogni giorno dall’azienda agricola “La Perla del Sud” di Santa Croce Camerina partono i corrieri per distribuire la “perlina” ai più importanti ristoranti italiani. Un mercato comunque contenuto, anche perché «è necessario – specifica il padre della melanzanina – consumarla fresca, affinché mantenga inalterate tutte le proprie qualità organolettiche, che altrimenti andrebbero disperse». In ogni caso, Giombattista Campoccia non ha mai pensato a una diffusione più ampia del prodotto, convinto della necessità di mantenere un mercato esclusivo. E poi, è evidente, lui è uno che ha sempre pensato in piccolo. [m.l.] Le proprietà È lunga tra i cinque e i dieci centimetri, è di colore viola brillante, viene coltivata in due cicli tra l’autunno e la primavera. Della melanzanina non si butta via nulla, la buccia è commestibile (anzi ha un buon sapore) e i semi sono pochi. Contiene una ridotta quantità di acqua e ha una polpa dolce e compatta. Pesa fra i 30 e i 50 grammi (una melanzana tradizionale può pesare fino a mezzo chilo). Ha un elevato contenuto in fibre, sali minerali e vitamine e un elevato apporto di flavonoidi antiossidanti con effetti antitumorali riconosciuti in medicina. Sul fronte del gusto, la caratteristica principale è quella di non avere sapore amarognolo o piccante. Grigliate vengono utilizzate per condire la pasta e crude per le insalate.
 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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