giovani del consorzio ha recuperato i campi lasciati in eredità dai nonni e dai padri. A Villalba il fenomeno della disoccupazione si avverte molto, sono troppi i ragazzi che passano in piazza le loro giornate. Noi abbiamo deciso di non aspettare più».
La coltivazione è economicamente sostenibile?
«Abbiamo iniziato da poco, al momento i campi coltivati non sono abbastanza estesi (30 ettari in tutto) e la produzione media di ogni socio è di circa 20-30 quintali l’anno (200 quelli complessivi). Troppo poco rispetto alle spese. Ma siamo ottimisti».
Che cosa servirebbe per migliorare?
«La produzione è ancora interamente manuale. Una spinta verso la meccanizzazione permetterebbe di dedicarci all’estensione della coltura. Dalle istituzioni ci aspettiamo un aiuto in tal senso. Il nostro obiettivo, comunque, è quello di espandere il mercato».
Quali vantaggi vi aspettate dal marchio Igp?
«L’aumento delle chances di mercato e del prezzo di vendita, attualmente a 4 euro al chilo. Un guadagno maggiore, infatti, non ci costringerebbe ad abbandonare la nostra terra, in cerca di un altro lavoro, come tanti hanno già fatto».