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Sicilia, alla ricerca della cipolla perduta |
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Un progetto del Coreras punta a selezionare il seme e a tipicizzare il prodotto |
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| di Valentina Madonia | ||||||||||||
ROMA (7 ottobre 2008) - Di origine spagnola, quella di Comiso rappresenta la popolazione locale di cipolla tardiva a bulbo bianco con la tipica forma a pigna. Da circa 150 anni è coltivata nel territorio di Comiso, Chiaramonte Gulfi, Vittoria, Acate e Santa Croce Camerina, su un totale di circa 170 ettari. Si caratterizza, come riportato nell'ultimo nmero di Terrà, per l’alta produttività, la buona pezzatura e conservabilità legata alla forma che impedisce l’infiltrazione di acqua all’interno delle tuniche di copertura. Presenta inoltre eccellenti caratteristiche qualitative, che la rendono adatta sia al consumo crudo che cotto. A prima vista, dunque, si tratterebbe di un prodotto capace di affermarsi sul mercato. Ad oggi, |
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però, non è facile distinguere la “vera” cipolla di Comiso da quella coltivata in altri areali di produzione. «Sul territorio – spiega l’agronomo Giorgio Iabichella – esistono numerose tipologie di prodotto differenti per forma, epoca di precocità, grandezza del bulbo. È il frutto di una selezione che ogni agricoltore ha fatto nel tempo, pur partendo dallo stesso materiale genetico di base». |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||