Pur rappresentando un prodotto tipico del territorio, modeste sono state finora le iniziative intraprese per valorizzarne la specificità e aumentarne il valore aggiunto. «Il progetto del Coreras – spiega il direttore tecnico-scientifico dell’azienda Don Pietro, Giuseppe Di Miceli – mira a ricostituire e valorizzare la popolazione “Bianca di Comiso” attraverso attività sperimentali in pieno campo, ma anche con iniziative promozionali e divulgative». Sei le linee d’azione del progetto: la realizzazione di un campo di ricostituzione genetica nel quale saranno selezionate le migliori linee sulla base di uniformità, colore, forma, vestitura, stato fitosanitario, serbevolezza dei bulbi; l’impianto di campi di confronto varietale per valutare le caratteristiche qualitative rispetto alle varietà esistenti ad oggi in commercio; la produzione di seme della popolazione migliorata da destinare agli agricoltori; quindi la proposta della cipolla come Presidio Slow Food; l’iscrizione della varietà nel Registro nazionale e l’avvio dell’iter per il riconoscimento della Dop. |
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