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Una buona “novella” per la città di Ispica

 

In attesa dell’Igp, la carota rilancia l’agricoltura del territorio e mira a nuovi mercati

   

PALERMO (12 maggio 2009) - Con 3.500 ettari destinati alla sua coltivazione in pieno campo e una produzione complessiva che sfiora le 160 mila tonnellate, la carota novella rappresenta il prodotto di punta dell’agricoltura ispicese. L’area di produzione è caratterizzata da temperature medie invernali elevate, un buon numero di ore di luce solare e terreni molto fertili. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente vocato e ne facilitano la coltivazione. Le condizioni ambientali favorevoli, e in particolare il clima temperato e asciutto della fascia costiera, consentono alla pianta di mantenere un’ottima salubrità generale. La possibilità di effettuare un certo avvicendamento colturale con altre ortive, inoltre, evita

Carote di Ispica
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l’insorgenza di fenomeni negativi di stanchezza del terreno. La novella è dunque una risorsa molto importante, che contribuisce all’economia del territorio con un valore che sfiora i 5 milioni di euro. Di certo, non sono mancati momenti difficili, che hanno portato peraltro a un cambiamento radicale della fisionomia del comprensorio con la scomparsa dei piccoli e piccolissimi produttori e l’accentramento della coltivazione in una dozzina di aziende che riescono a chiudere la filiera con la commercializzazione. Ora però, forte anche del riconoscimento della protezione transitoria nazionale per la denominazione “Carota novella di Ispica” ottenuta nel 2006, l’agricoltura del territorio sta vivendo una fase di ripresa e soprattutto di affermazione su nuovi mercati. Si tratta di un prodotto che ha trovato non soltanto nelle caratteristiche organolettiche, ma anche nell’epoca di maturazione il suo fattore critico di successo. Il profumo intenso tipico, l’aroma forte che presenta note di erbaceo e fruttato, la consistenza tenera e croccante hanno conquistato il palato dei consumatori italiani e non solo. È già consolidato, infatti, il rapporto commerciale con Paesi quali la Germania, la Svizzera, la Francia e l’Inghilterra. Trattandosi di una coltura precoce, oltretutto, può arrivare sui mercati già dalla fine di febbraio, battendo sul tempo le produzioni estere molto più competitive in tema di prezzo al consumo. «Ciò che differenzia maggiormente la novella di Ispica dalle altre carote presenti sul mercato – commenta Carmelo Calabrese, titolare dell’azienda Fonteverde – è la freschezza del prodotto e l’assenza di particolari processi di conservazione». Dopo l’eradicazione, infatti, la carota viene sottoposta a una lavorazione molto rapida, che consiste essenzialmente in quattro fasi: lavaggio, selezione, calibratura e confezionamento. «Così facendo – aggiunge Calabrese – riusciamo a garantire l’arrivo del prodotto sui mercati nazionali in soli due giorni dalla raccolta, periodo che si allunga di poco quando la destinazione è estera».
I risultati non si sono fatti attendere: l’ultima campagna agraria si è, infatti, chiusa con un bilancio positivo sia in termini di quantità di produzione sia di prezzi registrati sul mercato. La possibilità di effettuare una attenta programmazione del piano colturale sulla base del potenziale di lavorazione e commercializzazione, ha consentito inoltre alle aziende di migliorare l’efficienza della gestione. Resta adesso un ultimo nodo da sciogliere: il consolidamento dell’immagine del prodotto attraverso un’attenta strategia di comunicazione del suo valore aggiunto.

Le caratteristiche
Nome: Carota novella di Ispica
Periodo di raccolta: fine febbraio - giugno; il biologico anche sino ai primi di luglio
Colore: arancione, intenso e uniforme
Proprietà organolettiche: contenuto in glucidi superiore al 5% del peso e in betacarotene superiore a 4 mg/100 g di prodotto fresco
Segni particolari: croccantezza, profumo intenso, aroma erbaceo e fruttato
Usi gastronomici: consumata in genere cruda, è usata anche in molte ricette

Le cifre
Numero produttori: 12
Superficie coltivata: 3.500 ettari
Produzione complessiva annua: oltre 1,5 milioni di quintali
Resa media annua: 450 quintali per ettaro
Prezzo medio di vendita: parte da 30 eurocent/kg alla produzione e arriva fino a 45 eurocent/kg per il prodotto in vaschetta

 
   
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