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Il boom dell’asparago

   

Una produzione che si caratterizza per raccolti precoci e di ottima qualità

 
     
di Cristina Foti    
   

PALERMO (7 aprile 2008) - Da zero a dieci ettari in meno di dieci anni. Un quinto dell’intera produzione regionale del comparto. È il piccolo boom della coltura dell’asparago verde nella riviera tirrenica messinese, da sempre considerata terra di primizie e sperimentazioni. Siamo ancora lontani dall’effettivo potenziale del territorio, ma i dati emersi nell’ultima riunione dell’Apsa (Associazione produttori siciliani asparago) – che raccoglie una cinquantina di produttori in tutto il territorio siciliano, dieci nella sola fascia tirrenica – parlano chiaro. Al contrario di quanto accade in altre regioni italiane, che da tempo fanno ruotare gran parte del mercato orticolo sulla coltivazione dell’asparago, nell’Isola, come riportato nel numero di

Asparago
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Terrà appena uscito, la produzione in campo era una mera chimera fino a qualche anno fa. A essere conosciuto, soprattutto nell’ambito della ristorazione, era solo l’asparago selvaggio. «Il merito di aver destato l’interesse degli addetti ai lavori – afferma Salvatore Restuccia, funzionario dell’Uot 38 di Spadafora dell’assessorato regionale Agricoltura e referente regionale del “Progetto Asparago” – è di un esperimento di impianto a livello locale compiuto nel 1991 dalla nostra Unità operativa. Poiché i risultati di tale azione furono soddisfacenti, si pensò di estendere l’iniziativa in ambito regionale grazie al progetto Pom A35 “Filiera Asparago: dal campo al consumatore”, coordinato da Agostino Falavigna del Cra di Lodi». In breve tempo si è passati da una coltivazione strettamente familiare e modesta ai cinquantacinque ettari attuali, sparsi in tutte le province, con una produzione precoce e di ottima qualità. Il successo più significativo, però, è la costituzione dell’associazione dei produttori su iniziativa dei Servizi allo Sviluppo dell’assessorato Agricoltura e la creazione di un logo, tuttora applicato alle cassette destinate alla vendita. Tradotto in numeri, un fatturato complessivo di circa 10 milioni di euro a livello regionale, di cui 2 milioni nella fascia tirrenica messinese. Un dato da non trascurare se si pensa, in una prospettiva di sviluppo, che l’Isola, anche grazie alla sue peculiarità pedoclimatiche, ha un potenziale di espansione di mille ettari, cifra stimata più in difetto che in eccesso. La coltivazione dell’asparago rappresenta un’opportunità unica per la diversificazione delle produzioni orticole primaverili e per ampliare le possibilità di redditi e spazi commerciali. «Il prossimo obiettivo – conclude Restuccia – è passare dalla coltivazione in campo a quella in tunnel, già in atto nelle altre regioni, che ci consentirebbe di giungere ancora prima sul mercato, anticipando di circa venti giorni la produzione, e di spuntare prezzi molto più remunerativi (dai 2-3 euro al kg si può arrivare fino a 6-7 euro) abbattendo il costo della raccolta e ammortizzando ampiamente quello delle strutture».

L’asparago

Superfici dedicate

Produzione lorda vendibile

Messinese

10 ha

2 mln di euro

Sicilia

55 ha

10 mln di euro

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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