prezzi nei diversi mercati nazionali e internazionali. «Scopo dell’Ampas – dichiara l’agronomo Enzo Rasà, presidente dell’associazione – è di promuovere e divulgare il prodotto, potenziandone la commercializzazione». L’asparago mirabellese, coltivato principalmente in tunnel – tecnica che permette di anticipare di circa venti giorni la produzione e di spuntare prezzi decisamente più alti –, raggiunge già i mercati internazionali come quello dell’Olanda e dell’Inghilterra e quelli nazionali, soprattutto del Nord Italia. «Naturalmente – prosegue Rasà – tra gli obiettivi, oltre a quelli già citati, rientra anche l’adozione di un’etichetta unica che fornisca una buona immagine del prodotto con l’indicazione del produttore, dell’imballatore o confezionatore e ancora della categoria di appartenenza del prodotto confezionato (extra, prima, ecc.)». Proprio quella della commercializzazione è la fase più delicata della filiera dell’asparago, che per poter essere immesso nel mercato deve rispettare precise norme relative alle etichette e alla calibrazione. Per capire la rilevanza che a Mirabella Imbaccari assume questa coltivazione basta notare che qui si concentra un terzo dell’intera produzione siciliana, attualmente di circa 60 ettari per un fatturato regionale complessivo di 10 milioni di euro. A ciò si aggiunga che tutto il settore è in via di espansione con un potenziale di mille ettari spalmati sul territorio isolano. Se poi si considera che, per varie cause, la produzione nei principali paesi concorrenti (Spagna, Grecia, Francia) sta incontrando difficoltà, si può certamente concludere che quella dell’asparago è una strada che vale la pena imboccare.