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La sfida dell'asparago nel Catanese

 

I produttori si associano per promuovere l'intera filiera

   

PALERMO (11 novembre 2009) - Con i suoi diciotto ettari di superficie e dieci aziende coinvolte, la coltivazione dell’asparago a Mirabella Imbaccari, in provincia di Catania, è una realtà produttiva di notevole rilievo economico. Dal 2004 una sagra che si tiene nel mese di maggio ne consacra la supremazia fra tutte le coltivazioni ortofrutticole locali. Così, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, è nata l’associazione Ampas (Asparagicoltori mirabellesi e produttori associati siciliani) al fine di tutelare sia i prodotti sia i consumatori, incentivare e promuovere i consumi dell’asparago, realizzare campi sperimentali con un continuo aggiornamento tecnico, creare una banca dati per un costante monitoraggio dei

Asparagi
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prezzi nei diversi mercati nazionali e internazionali. «Scopo dell’Ampas – dichiara l’agronomo Enzo Rasà, presidente dell’associazione – è di promuovere e divulgare il prodotto, potenziandone la commercializzazione». L’asparago mirabellese, coltivato principalmente in tunnel – tecnica che permette di anticipare di circa venti giorni la produzione e di spuntare prezzi decisamente più alti –, raggiunge già i mercati internazionali come quello dell’Olanda e dell’Inghilterra e quelli nazionali, soprattutto del Nord Italia. «Naturalmente – prosegue Rasà – tra gli obiettivi, oltre a quelli già citati, rientra anche l’adozione di un’etichetta unica che fornisca una buona immagine del prodotto con l’indicazione del produttore, dell’imballatore o confezionatore e ancora della categoria di appartenenza del prodotto confezionato (extra, prima, ecc.)». Proprio quella della commercializzazione è la fase più delicata della filiera dell’asparago, che per poter essere immesso nel mercato deve rispettare precise norme relative alle etichette e alla calibrazione. Per capire la rilevanza che a Mirabella Imbaccari assume questa coltivazione basta notare che qui si concentra un terzo dell’intera produzione siciliana, attualmente di circa 60 ettari per un fatturato regionale complessivo di 10 milioni di euro. A ciò si aggiunga che tutto il settore è in via di espansione con un potenziale di mille ettari spalmati sul territorio isolano. Se poi si considera che, per varie cause, la produzione nei principali paesi concorrenti (Spagna, Grecia, Francia) sta incontrando difficoltà, si può certamente concludere che quella dell’asparago è una strada che vale la pena imboccare.

 
   
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