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Sol, cresce l’interesse per l’olio extravergine di oliva

 

Russi, giapponesi e americani interessati al made in Italy

 
   

PALERMO (7 aprile 2008) - L’olio extravergine d’oliva conquista sempre più consumatori nel mondo e Sol registra un aumento dei buyer stranieri alla ricerca di partner commerciali da lanciare sui mercati internazionali. È questa l’aria che si è respirata al Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità in corso a Verona in concomitanza con Vinitaly ed Enolitech e che chiuderà i battenti stasera. Tra i produttori che hanno fatto della qualità il loro cavallo di battaglia cresce così la consapevolezza delle opportunità che l’export può dare. La presenza di operatori specializzati provenienti dall’estero è aumentata, con una folta rappresentanza di buyer provenienti da Russia, Giappone e Stati Uniti. Molte le

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degustazioni e numerosi gli incontri presso gli stand per contatti B2B che hanno soddisfatto espositori e trader. Le degustazioni guidate hanno fatto registrare sempre il tutto esaurito, con una standing ovation dopo l’assaggio dedicato ai vini vincitori del Sol d’Oro. Un bel segnale per il settore, perché dimostra che la cultura sull’olio fa bene agli affari. L’olio di oliva ha quindi un radioso futuro, ma anche una storia millenaria fatta di pace e che accomuna le tre religioni monoteiste. È stato questo il tema del convegno dell’Enoteca Italiana dal titolo  “L’olio e il sacro”. Ebraismo, cristianesimo e islam, come l’olio di oliva, sono nati nel bacino del Mediterraneo e tutti e tre fanno un uso  regale, profetico e sacerdotale dell’olio d’oliva. Successo di pubblico per il Club di Agrifood, anteprima del Salone internazionale dell’alimentare made in Italy, che all’interno di Sol promuove la cultura gastronomica italiana.

Trionfo del made in Italy «L’alta qualità dell’olio extravergine di oliva 100% italiano è come l’alta velocità; un treno che sfreccia e trasporta valori unici e irripetibili come il territorio, la tipicità, le tradizioni. Con la provenienza del prodotto che diventa fondamentale nelle scelte consapevoli di acquisti». È quanto emerso nell’incontro promosso da Unaprol-Consorzio olivicolo italiano al Sol di Verona. «In un mercato sempre più globalizzato, dove la competizione si fa sempre più con i saldi di fine stagione – afferma il presidente di Unaprol, Massimo Gargano – la parola d’ordine è esprimere le tipicità del prodotto, l’italianità, la qualità e la diversità dei sapori, quale perno principale delle nostre strategie nel mercato globale». Delle 6 mila aziende monitorate dall’osservatorio economico di Unaprol, ben 2 mila hanno fatto investimenti nel 2007 e, di queste, il 44% ha investito in nuovi macchinari e attrezzature per la raccolta e per le operazioni colturali, il 38% nell’irrigazione, il 25% nella rintracciabilità di filiera e quindi nell’origine e ben il 17% ha introdotto nuovi impianti. E il nuovo quadro normativo che si profila, ha detto infine il direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre, «potrebbe rappresentare un importante contributo alla trasparenza di un mercato sempre più allargato e attento».

La Sicilia al Sol Oltre quaranta imprese siciliane produttrici di olio d’oliva saranno presenti quest’anno al Sol, la manifestazione internazionale dedicata al comparto che si svolge a Verona in contemporanea al Vinitaly dal 3 al 7 aprile. Questa mattina, con una degustazione riservata ai giornalisti, sono state presentate alcune eccellenze pluripremiate in vari concorsi nazionali e mondiali. La superficie coltivata a oliveti in Sicilia, regione tra le prime in Italia per la produzione di olio, è di circa 138.000 ettari e rappresenta quasi l’11% dell’area agricola utilizzata. la forte identità del territorio siciliano è rappresentato da otto Dop; Monte Etna, Valli Trapanesi, Val di Mazara, Monti Iblei, Valdemone, Valle del Belice, Colli nisseni e Colline ennesi. «La denominazione d’origine protetta – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – è uno strumento di riconoscimento molto autorevole a livello europeo ed è un marchio di garanzia per il consumatore. Metteremo in atto tutte le procedure per tutelare altre specie di oliva». Sono in tutto 25 le varietà finora coltivate in Sicilia, anche se solo 7-8 hanno un’estensione degna di nota. L’olio d’oliva a marchio regolamentato Dop non supera però il 2% della produzione complessiva che si aggira sulle 50 mila tonnellate, mentre la produzione imbottigliata si aggira sul 10% del totale. Sono ancora troppo poche, infatti, le aziende di grandi dimensioni. La maggior parte sono medio-piccole con una produzione di 80-100 quintali per impresa. Quest’anno il prezzo dell’olio non ha subito aumenti elevati grazie all’incremento della produzione. «Questo ha permesso di non risentire troppo – spiega La Via – dell’aumento dei costi di produzione dovuti al rincaro di nafta, energia, manodopera e fertilizzanti».

 

 

 
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