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Dall’albero alla tavola segnali positivi dal mercato

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Con oltre 14000 ettari, l’areale della Nocellara del Belice è il più vasto d’Italia

   

PALERMO (23 novembre 2010) - Nell’area mediterranea, a forte tradizione olivicola, si concentra il 98% della coltivazione mondiale dell’olivo. E in queste aree, probabilmente, l’oliva da mensa è stato il primo alimento vegetale fermentato prodotto per l’alimentazione umana. In Italia, da quanto emerge dall’ultimo rapporto Unaprol sul comparto olivicolo, il mercato delle olive da mensa è in netto aumento grazie anche agli interventi strutturali dell’Unione europea, che hanno incentivato la razionalizzazione degli impianti esistenti e la realizzazione di nuovi uliveti da mensa. Per quanto concerne i consumi, l’Italia assorbe circa il 28,8% della produzione di olive da tavola dei paesi dell’Ue e la Sicilia da sola produce il

Olive
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65% del prodotto interno italiano.  Qui la coltivazione interessa, con notevoli differenze, tutto il territorio isolano, dove esistono quattro areali importanti, molto fiorenti soprattutto nel passato per la coltivazione delle olive da tavola. Uno è nel Catanese, alle falde dell’Etna nei comuni pedemontani di Adrano, Paternò e Biancavilla, dove si coltiva la Nocellara etnea. Un secondo si trova tra i monti Nebrodi e i Peloritani, in provincia di Messina nei comuni di Sant’Angelo di Brolo e Castell’Umberto, dove le cultivar prevalenti sono la Nocellara messinese e la Minuta. Il terzo è nel Ragusano, con le cultivar Moresca e Tonda iblea. Infine, un quarto, molto più esteso dei primi tre, per dimensione economica, per volumi di prodotti trasformati e per potenzialità di sviluppo, è nella Valle del Belice, nel Trapanese, e include i comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. In pratica la produzione industriale di olive da tavola in Sicilia oggi rimane concentrata in quest’ultimo territorio, con oltre 14.000 ettari di oliveti specializzati.
Nel contesto nazionale questa olivicoltura rappresenta un raro esempio di specializzazione, poiché in nessun’altra zona d’Italia, neppure in Toscana, Calabria o Puglia, dove l’olivicoltura è molto fiorente, esiste una così ampia superficie olivicola contraddistinta da uniformità varietale ed estensione degli impianti. Caratteristiche, queste, che contraddistinguono la coltivazione della varietà Nocellara del Belice, la quale è peraltro l’unica oliva Dop dell’Isola. Dal punto di vista commerciale le olive da tavola Nocellara del Belice sono destinate per almeno l’80% ai mercati campani e laziali, dove è apprezzata esclusivamente se trasformata con il metodo Castelvetrano (olive alla soda) e se i frutti hanno una pezzatura medio grande. Nel corso del 2007, infine, il governo regionale ha approvato un patto per lo sviluppo del settore, sottoscritto da oltre 350 aziende del Distretto olivicolo “Sicilia Terre d’Occidente”.

Felice Crescente
Referente Rete olivicoltura da mensa


 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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