Olivicoltura da olio dell’assessorato –, confrontandole con le varietà straniere come le spagnole Arbosana e Arbequina e la greca Koroneiki, che permettono di ottenere ottime rese quantitative con densità d’impianto di circa 1.900 ulivi per ettaro e sesti di 3,5 metri per 1,5». La valutazione delle cultivar siciliane potrà dare risposte certe tra qualche anno. Nel frattempo alcuni imprenditori si stanno già muovendo con il supporto tecnico di Regione e Università confrontando cultivar straniere con la nostrana Biancolilla.
I primi risultati arrivano dall’azienda Galfano di Marsala dove è stata condotta una prova di raccolta meccanica con una scavallatrice, utilizzata comunemente per la vendemmia che per l’occasione è stata modificata con battitori specifici in grado di intercettare una fascia produttiva di 180 cm (da 80 cm a 260 circa). «L’impianto già al terzo anno ha prodotto mediamente da 2,5 a 5 chili per pianta – conclude Catagnano –, per una resa produttiva a ettaro variabile da 4.370 a 9.500 chili. Per quest’anno si è assistito a un incremento produttivo di oltre il 35-50%». In circa tre ore sono state raccolte le olive di un ettaro, lavoro che manualmente richiederebbe da 10 a 15 giornate.