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Operazione dei Nas, sequestrati sette oleifici |
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Il ministero della sanità rassicura l’Ue sulla mancanza di rischio per i consumatori |
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FOGGIA (21 aprile 2008) – L’inchiesta della Procura di Foggia, che ha consentito di sgominare una presunta organizzazione dedita alla sofisticazione di olio, riunisce 52 fascicoli giudiziari provenienti da varie procure d’Italia e riguarda quattro sodalizi criminosi. Lo ha riferito il procuratore della Repubblica di Foggia, Vincenzo Russo, illustrando in una conferenza stampa i risultati dell’operazione dei carabinieri del Nas. «Le indagini – ha detto tra l’altro Russo – sono partite grazie alle segnalazioni di alcune ditte che autonomamente hanno fatto controllare partite di olio, constatando che era olio di semi trattato con clorofilla e betacarotene. Di per sé – ha aggiunto – il prodotto non era dannoso per la salute pubblica, ma per |
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| le modalità e i luoghi di confezionamento, che non erano controllati ed erano in condizioni igieniche scadenti, poteva diventare nocivo alla salute». «Gli accertamenti dei carabinieri del Nas – ha dichiarato il comandande del Nas di Napoli, con delega per il Sud, ten.col.Ernesto Di Gregorio – hanno sicuramente avuto il merito di bloccare l’attività di esportazione di un prodotto contraffatto che avrebbe rappresentato un durissimo colpo per l’immagine e per l’economia del nostro Paese. Forse questo rappresenta il punto più importante dell’operazione». Cia «Tolleranza zero, ma niente allarmismi e criminalizzazioni». È quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in relazione all’operazione dei carabinieri dei Nas, che hanno scoperto un traffico di olio extravergine sofisticato e contraffatto. Secondo la Cia, «davanti a questo nuovo scandalo, bisogna agire con la massima fermezza e con grande rigore. Primo di tutto occorre dare atto ai Nas di aver svolto un’importante operazione contro delinquenti che, con il loro operato, non solo mettono a repentaglio la salute pubblica, ma danneggiano il lavoro di tantissimi onesti produttori olivicoli che sono la stragrande maggioranza». Inoltre, «nel ribadire l’importanza dell’etichettatura d’origine per le olive utilizzate, che resta una scelte vincente che va difesa a livello Ue – riferisce una nota – per la Cia è necessario evitare che anche nel settore dell’olio, che oggi rappresenta un patrimonio non solo per l’agricoltura, ma per l’intero Paese, si abbatta un’onda allarmistica infondata che generi altre psicosi tra i consumatori, con contraccolpi pesanti sul mercato». Quindi per la Cia «non possono essere solo singoli e circoscritti episodi, che vanno perseguiti con decisione, ad incrinare l’immagine del nostro olio sia a livello nazionale che mondiale. Serve severità nei controlli, da intensificare, ma anche senso di responsabilità nei confronti di migliaia di produttori che operano nel rispetto delle regole e hanno investito per valorizzare sempre più la qualità». Aduc Immediato il commento da parte delle associazioni dei consumatori alla notizia dell’operazione dei Nas contro l’olio sofisticato. «Andrà a finire – afferma Primo Mastrantoni, segretario dell’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori – che all’estero quando dovranno comprare un prodotto alimentare italiano avranno gli stessi dubbi che insorgono al momento dell’acquisto di prodotti cinesi». «Dopo il vino, la mozzarella, ora tocca all’olio d’oliva, cioè uno dei prodotti di eccellenza, come i primi due, di cui l’Italia si vanta nel mondo – spiega Mastrantoni –. I carabinieri stanno facendo un’opera meritoria ma, ci chiediamo, cosa fanno le Asl che istituzionalmente e regolarmente dovrebbero controllare i prodotti alimentari». Coldiretti Anche i produttori intervengono sull’operazione che stamane ha sconvolto il mondo dell’olio made in Italy. «I sequestri effettuati dai Nas – afferma la Coldiretti – confermano la validità della scelta fatta dall’Italia con l’introduzione dell’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta». Secondo l’organizzazione, l’obbligo previsto per l’etichetta va fatto «rispettare con decisione per evitare che quasi la metà dell’olio venduto sul territorio nazionale sia spacciato come made in Italy, anche se spremuto da olive spagnole, greche e tunisine». Quindi si conferma «l’importanza di estendere i controlli sull’attuazione al decreto nazionale che prevede l’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta, a partire dal 17 gennaio 2008». Secondo un’indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa, che prevede di indicare «lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio. Se le olive sono state prodotte in più Paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantità decrescente». Inoltre, ricorda Coldiretti, «con la stesura delle norme applicative, sono finiti gli alibi con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione». Obbligo importante visto che, spiega l’organizzazione, «nel 2007 si è verificato un aumento record di oltre il 12% degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, secondo i dati Istat dei primi nove mesi, mentre la produzione nazionale, secondo la stima di Coldiretti è in calo del 15% rispetto all’anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali». Copagri «Occorre fare chiarezza nel modo più celere ed evitare, come già successo in altri comparti, che l’agricoltura onesta, sicura e di qualità paghi responsabilità che non la sfiorano neanche lontanamente». Così Franco Verrascina, vicepresidente vicario della Copagri, commenta in una nota l’operazione dei Carabinieri del Nas sull’olio extravergine sofisticato e contraffatto. Secondo Verrascina il caso mozzarella di bufala si è rivelato «estremamente circoscritto, svelato e in via di soluzione», così come per il vino. «Siamo ora all’olio d’oliva, e nell’attesa assolutamente fiduciosa e serena della conclusione del lavoro delle autorità competenti – afferma il vicepresidente Copagri – anche qui, pare di essere di fronte a un manipolo di malfattori che gravitano attorno al mondo agricolo senza avere nulla a che fare con i veri produttori». «Guarda caso – spiega Verrascina –, si tratta di tre comparti d’eccellenza e all’avanguardia dell’economia agricola e agroalimentare nazionale e il dubbio di regie occulte sorge quasi spontaneo, ma anche a pensar bene occorre distinguere in modo inequivocabile le bolle medianiche dalla realtà». Infatti, «restano i danni che stanno scontando gli allevamenti di bufala, le macchie sul vino e, ora, quelli presumibili I numeri dell’olio in Italia
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||