di due noti marchi italiani, il prezzo dell’olio extravergine di oliva nell’ultima campagna è sceso intorno ai 2,5-3 euro al chilo.
Cosa fare per limitare i danni? Se lo sono chiesti in molti, produttori e amministratori. E la risposta è stata corale: fare squadra e puntare sulla qualità. La prima affermazione rappresenta una condicio sine qua non per poter ottenere masse critiche sufficienti ad aggredire i mercati. La seconda, un’importante biglietto da visita che i produttori cercano di conseguire nella maniera più sostenibile dal punto di vista ambientale e territoriale. Il tutto contando su oltre un miliardo di euro che il Psr prevede per le misure riconducibili al comparto.
Così, per riuscire ad aggiungere questi due importanti tasselli nella strategia di rilancio, da un lato si punta alla riduzione dei costi di produzione introducendo, ad esempio, la raccolta meccanizzata; dall’altro si studia il legame col territorio attraverso una vera e propria zonazione e strumenti per migliorare la qualità dell’olio extravergine di oliva, anche biologico, e delle olive da mensa. Obiettivo comune è quello di vendere di più e meglio. Una serie di ricerche e studi, dunque, a supporto delle imprese agroalimentari siciliane per contribuire ad aumentare il valore aggiunto dei prodotti di qualità, che nel settore sono rappresentati dalle otto denominazioni di origine protetta di olio extravergine di oliva e dalla unica Dop di olive da mensa, la Nocellara del Belice.
Altri servizi
| . |
 |
Biologico
I riflessi dei diversi trattamenti sulla qualità |
|
|
|
|
|
|
| . |
| . |
| . |
 |
Il mercato
Dall'albero alla tavola
segnali positivi |
|
|
|
 |
Ricerca/1
Benessere e sapore
con le olive iposodiche |
|
|
|
 |
Ricerca/2
Un nuovo sistema
per salamoie più neutre |
|
|
| . |
| . |
.