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Il rilancio olivicolo parte dal distretto

 

In Sicilia si punta su specializzazione delle filiere e comunicazione mirata

 
     
di Valentina Madonia    
   

PALERMO (15 ottobre 2008) - Un solo obiettivo per 359 aziende olivicole: consentire lo sviluppo del comparto aumentando la competitività delle produzioni attraverso l’organizzazione e il rafforzamento della filiera. È quanto stabilito dal patto siglato dal distretto olivicolo “Sicilia Terre d’Occidente”, che ha visto confluire in un progetto condiviso le altre due realtà già operanti in Sicilia: il distretto oleario della provincia di Agrigento e quello dell’olio extravergine siciliano. Il distretto, riconosciuto alla fine dello scorso anno, riunisce, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, aziende dislocate in prevalenza nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo a cui se ne affiancano altre operanti nel resto

Olive
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Una svolta decisiva

dell’Isola. La scelta di “fare squadra” nasce dalla consapevolezza che la sinergia tra istituzioni pubbliche e aziende private sia la migliore arma per operare in un sistema economico moderno caratterizzato da mercato globale, sostituibilità degli imprenditori, forte spinta alla ricerca e delocalizzazione produttiva. In tal senso, accanto ad aziende di produzione, trasformazione e confezionamento, sono state coinvolte associazioni di categoria, Camere di commercio, istituti di formazione, Comuni e altri enti che hanno assunto l’impegno di garantire il necessario supporto tecnico, di trasferire il know-how posseduto, di fornire qualsiasi altro strumento possa essere considerato coerente con gli obiettivi del distretto, in termini di studio e di ricerca da un lato e di promozione dall’altro. Il progetto messo in campo dal distretto intende coinvolgere la filiera a 360 gradi. Innanzitutto diffondendo presso le aziende agroalimentari del settore i più moderni modelli organizzativi, operativi e gestionali relativi alla rintracciabilità di filiera, capaci di valorizzare i prodotti e aumentare la competitività sul mercato e la fiducia da parte dei consumatori. Nello specifico si mira a fornire un concreto contributo nell’attuazione della normativa europea; si pensi alle norme sulla rintracciabilità e la qualificazione dei prodotti o alle buone pratiche nel settore agro-alimentare. L’attività prosegue inoltre con la definizione di interventi diversificati per le due filiere produttive – olive da mensa e da olio – che partendo dall’analisi delle specificità del comparto ha individuato la strategia competitiva più opportuna. Le due linee di azione convergono in un progetto comune attraverso due interventi di coordinamento. In primo luogo, si intende diffondere a tutti i livelli della filiera la cultura della programmazione e dell’orientamento al mercato, opportunamente formalizzata in appositi contratti di fornitura. In pratica si vuole procedere con la creazione di piattaforme di acquisto in modo da assicurare al produttore il totale assorbimento della sua produzione e, contestualmente, spingere a una selezione e a una riconversione delle colture. Sul secondo fronte, si punta a una programmazione univoca delle politiche di comunicazione e internazionalizzazione. Il mercato resta, infatti, il nodo principale e quindi, accanto a un insieme di regole selettive e a una qualità certificata, diventa importante attivare una politica di comunicazione mirata per far conoscere ai consumatori le caratteristiche e le qualità del prodotto.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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