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| Nel tentativo di evitare o almeno contenere entro valori modesti le percentuali di infestazione, molti olivicoltori anticipano l’epoca di raccolta, ricorrono all’impiego di insetticidi di origine naturale autorizzati o fanno ricorso a metodi basati sul “mass-trapping”. Ognuno di questi metodi, però, crea qualche inconveniente. Per questo, un numero crescente di aziende olivicole che adottano i metodi dell’agricoltura biologica sta sperimentando l’uso dei prodotti che sono stati testati nel corso di questa ricerca. Da rilievi periodici è risultato che l’infestazione attiva era pari al 43% per la tesi trattata con rame, al 44% per il testimone e all’11% per la tesi trattata con caolino. In termini di infestazione totale (comprese le pupe e le gallerie abbandonate) si raggiungeva il 51% nel primo caso, il 74% nel secondo e il 26% nel terzo. I trattamenti studiati hanno mostrato una certa efficacia contro la mosca delle olive, col vantaggio, dimostrato dal confronto tra i vari parametri qualitativi merceologici, nutrizionali e sensoriali dell’olio extravergine ottenuto, di mantenere alta la qualità del prodotto finale.
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||