d’oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio». Questo deve essere fatto entro tre mesi dalla pubblicazione del decreto per
consentire di etichettare in trasparenza il nuovo raccolto. «Solo la scritta in etichetta “olio ottenuto da olive italiane” – spiega la Coldiretti – garantirà la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio per impedire di spacciare come made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come invece è avvenuto fino ad ora». Con l’entrata in vigore dell’etichetta, se le olive sono state prodotte in più Paesi, questi dovranno essere indicati, e per i trasgressori sono previste multe fino a 9.500 euro. «L’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto – continua la Coldiretti – è un contributo alla trasparenza se si considera che nei primi sei mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 30% degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia». In Italia si stima un consumo nazionale di 14 kg a persona con una netta preferenza per l’extravergine, per il quale si registra un aumento degli acquisti in quantità dell’1,4% mentre i prezzi medi al dettaglio sono risultati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno (-0,5%).