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Olive da mensa, Sicilia leader nella produzione |
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| Oggi a Catania un seminario sullo studio dei parametri chimici, microbiologici e sensoriali | |||||||||||
PALERMO (18 gennaio 2008) - La produzione mondiale delle olive da tavola negli ultimi trent’anni ha quasi triplicato i quantitativi, passando da 628 mila tonnellate nel 1970 a 1.773 mila tonnellate nel 2003. In questo trend di crescita l’Unione europea ha fatto registrare performance meno brillanti, raddoppiando “appena” la quantità di olive prodotte. In pratica, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, la coltivazione di olive da mensa si è espansa di più in nuovi paesi produttori. L’Egitto, ad esempio, ha visto crescere la produzione interna di ben sette volte, passando da settemila tonnellate negli anni Ottanta a 45 mila tonnellate nel 2003. La Spagna si conferma il paese leader con il 24% della produzione |
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| mondiale, mentre Italia, Grecia e Siria si dividono equamente l’equivalente dell’intera produzione spagnola con circa l’8% ciascuna. Stati Uniti e Marocco producono il 10% circa ciascuno.
Interessanti sono i consumi interni dei singoli paesi produttori. Mentre in Spagna si produce un quarto della produzione mondiale, solo 177 mila tonnellate, pari al 10%, vengono destinate al consumo interno. Il resto invade i mercati di mezzo mondo. Nella maggior parte dei Paesi produttori si registra una situazione di sostanziale parità tra consumo interno e produzione. Solo in Italia la produzione interna non è sufficiente a coprire i consumi, con un gap di quasi centomila tonnellate di prodotto importato. La produzione di olive da tavola interessa due regioni in particolare: la Puglia con il 23% della produzione nazionale e la Sicilia che da sola ne produce il 65%. Qui la coltivazione interessa, con notevoli differenze, tutto il territorio isolano. Comunque il maggior apporto lo danno le province di Catania, Agrigento, Palermo e, soprattutto Trapani, dove nell’areale del Belice si produce quasi il 50% delle olive da tavola in Sicilia.
Un aspetto interessante di questa olivicoltura è rappresentato dal ricco patrimonio varietale e dalla plasticità di alcune cultivar come la Nocellara del Belice, ragione per cui l’offerta di olive da mensa trasformate copre tutte le tipologie commerciali: le tradizionali olive in salamoia al naturale, quelle verdi dolcificate, le nere naturali e quelle cangianti, le sivigliane, le rosate, le schiacciate e le infornate, a cui si aggiungeranno presto le olive iposodiche, quelle da cocktail e altre ancora che la sperimentazione di prodotto ha in progetto di realizzare per differenziare il mercato e per trovare nuovi consumatori. In programma anche azioni per il rafforzamento della filiera. Dovendo fare un identikit dell’oliva da mensa di qualità, questa dovrebbe avere una percentuale di polpa superiore all’80%, essere compatta, consistente, croccante e di facile distacco dal nocciolo, colore tipico della conserva, omogeneo, sapore sapido, leggermente acidulo, gradevole e aromatico, calibro uniforme, assenza di difetti, assenza di odori, sapori e retrogusti sgradevoli e persistenti. Tre olive (una porzione) hanno un potere calorico di 20 calorie, contengono 2 grammi di grassi senza colesterolo, 240 milligrammi di sodio, zuccheri e proteine assenti. Scarica il programma dei lavori (.pdf). Per saperne di più: soat78@regione.sicilia.it
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||