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Dop olio ancora lontane dal decollo |
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Serve sforzo istituzionale e componenti filiera |
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ROMA (14 novembre 2007) - Nella politica nazionale del settore olivicolo le denominazioni d’origine sono e devono restare la punta di diamante della strategia di penetrazione nei mercati internazionali. Lo afferma Andrea Vergati, il componente della giunta di Confagricoltura, intervenendo al Convegno “Il valore dell’olio extra vergine di oliva a Dop”. «Il perseguimento di quest’obiettivo – continua Vergati – non può essere lasciato alla sola iniziativa delle aziende che scommettono sulle Dop, ma richiede uno sforzo comune delle Istituzioni nazionali, degli Enti locali, dei Consorzi di valorizzazione, delle Organizzazioni dei produttori e delle Associazioni dei consumatori». I risultati economici degli oli, però, non sono stati significativi sul |
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| piano nazionale, se si considera che la produzione di extravergini certificati Dop-Igp non ha finora superato il 2% della produzione totale di oli d’oliva vergini. «A distanza di 10 anni dai primi riconoscimenti – sottolinea il componente di Confagricoltura – non c’è stato ancora l’atteso e auspicato decollo degli oli Dop. Il recente proliferare, nell’etichetta dell’olio extravergine standard, di menzioni di fantasia legate a proprietà organolettiche difficilmente misurabili, ha favorito una segmentazione del mercato che nuoce agli oli extravergini Dop e Igp». |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||