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Frantoi isolani in salsa hi-tech

   

Arriva nel Trapanese il software per l'olio

 
   

di Annalisa Ricciardi

 
   

TRAPANI - Sono stati oltre 400 i clienti del primo frantoio hi-tech della Sicilia. La nuova struttura si trova a Marausa, in provincia di Trapani e ha molito, nella stagione appena trascorsa, oltre 7 mila quintali di olive. Si tratta di un impianto “full automation” prodotto dalla multinazionale “Alfa Laval”, che Salvatore Battaglia, titolare dell’azienda pioniera Torre di Mezzo, ha deciso di introdurre nel suo frantoio. In pratica, oltre ai sistemi di frangitura a dischi e a martelli, verranno introdotte nuove gramole di tipo cilindrico e ad atmosfera controllata. «Il tutto – spiega Battaglia – sarà assistito da un sistema di automazione che consente la gestione e il controllo dell’intero sistema produttivo». Il nuovo impianto consente di

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lavorare 5.000 chili di olive in un’ora e di registrare e archiviare tutti i dati relativi alla lavorazione. «Così viene garantita la rintracciabilità delle partite di olive – precisa Battaglia – secondo quanto previsto dal regolamento 178 del 2002 per quello che riguarda la trasformazione». Inoltre nessuno dei 400 clienti ha lamentato una diminuzione nella resa, che si è attestata in percentuale variabile dal 18 al 23%. «Un ottimo risultato – conclude l’imprenditore – se si pensa che quella appena trascorsa è stata la prima molitura del nuovissimo frantoio». E, come dice il proverbio, chi bene inizia è a metà dell’opera.

 
   
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