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Etichetta olio, oggi si parte

   

Secondo Coldiretti si tratta di un provvedimento storico

 
   

ROMA (17 gennaio 2008) - Entra in vigore oggi, 17 gennaio, il decreto “salva olio di oliva italiano”, con il quale si punta a garantire la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio e impedire di spacciare come made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i consumatori. A comunicarlo è il rappresentante della Direzione generale per la qualità del ministero delle Politiche agricole, Rosario Lopa. La norma per l’indicazione di origine in etichetta consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare l’olivicoltura nazionale, evitando tutte quelle situazioni che tolgono spazio di mercato

Olio
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alla produzione regionale, sfruttando l’immagine positiva di territori e di stili ineguagliabili, a vantaggio di alimenti che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo agricolo nostrano. «Naturalmente – conclude Lopa – i produttori di tutti gli oli etichettati, d’ora in poi, dovranno rispettare le condizioni fissate dal decreto, ovvero l’indicazione del luogo di produzione delle olive». Secondo l’esponente del Mipaaf, la nuova norma rappresenta un’opportunità di rilancio per l’agricoltura della Campania, ultimamente in crisi a causa dell’emergenza rifiuti.Intanto, secondo la Coldiretti Umbria la giornata di oggi, rappresenta l’inizio di «un provvedimento storico per consumatori e produttori di olio». «L’obiettivo – si legge in una nota dell’organizzazione agricola – è quello di garantire la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio».

L’iniziativa: l’etichetta "made in Marche" Con l’entrata in vigore del decreto “salva olio” si rilancia il prodotto marchigiano. Infatti, i produttori della regione, approfittando delle opportunità offerte dalla nuova normativa, hanno deciso di lanciare una loro etichetta che indichi se un olio è fatto con olive made in Marche. A comunicarlo è la Coldiretti Marche che ha fortemente sostenuto l’iniziativa. «Se l’extravergine in vendita nei prossimi giorni non riporterà queste indicazioni – precisa in una nota l’organizzazione agricola regionale – significa che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella nazionale. L’assenza di indicazioni sull’origine delle olive può invece significare due cose, o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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