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Olio d’oliva, il made in Italy vola a New York

Speciali assaggi e degustazioni per “convincere” il mercato Usa

   

ROMA (30 giugno 2009) - La Unasco ritorna a New York e questa volta svolge il suo programma di informazione e promozione dell'olio di oliva al Consolato generale d'Italia. Ricco il programma: è stato predisposto un panel del tutto particolare che permetterà speciali assaggi e degustazioni di olio extravergine di oliva che hanno riscosso, nei precedenti incontri, un grande successo e una partecipazione che si è nel tempo quadruplicata. «Abbiamo voluto assicurare la nostra presenza – ha detto il presidente della Unasco, Elia Fiorillo – a un appuntamento di valenza internazionale perché riteniamo che il nostro olio meriti un palcoscenico di livello mondiale. Si tratta di una campagna di promozione triennale

Bottiglie di olio
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dell'olio extravergine di oliva, in Stati Uniti e Canada, finanziata con il contributo dell'Unione europea e dell'Italia». Al Consolato sono intervenuti due tra i più grandi esperti internazionali del settore: Samuel Klein, del Center of Human Nutrition della Washington University School of Medicine di St. Louis e Luigi Fontana, del Dipartimento di Sanità alimentare e animale dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma. Oggetto dello studio: gli health benefits, i benefici per la salute apportati dall'olio extravergine. «In questa direzione, riteniamo strategica – ha ribadito Fiorillo – la promozione di quella produzione italiana capace di puntare sulla tracciabilità. Un requisito fondamentale per fare il salto di qualità sui mercati internazionali. Nei più importanti Paesi del mondo, sempre più consumatori considerano l'olio extravergine made in Italy un prodotto alimentare fondamentale per la salute e, pertanto, vogliono conoscerne con precisione l'origine prima di acquistarlo. Per questo motivo, si dovrà sfruttare e accrescere la conoscenza – ha concluso Fiorillo – della tradizione storica che la racconta quale terra produttrice di uno straordinario olio d'oliva». «Per contrapporci al modello spagnolo – ha continuato Fiorillo – lanciamo l'idea di un nuova collaborazione tra industria e agricoltura, un modo nuovo da superare la crisi economica del settore. Si vuole andare oltre gli accordi di filiera. Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: una nuova interazione tra industria e mondo agricolo, un patto di lealtà che noi vogliamo suggellare con gli industriali per produrre olio di oliva di alta qualità. In questo momento di crisi è una necessità: è un modo per entrare nei mercati esteri con produzioni di alta qualità, in un segmento che ancora oggi ha risentito di meno dei venti della recessione».

 

 

 
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