dell'olio extravergine di oliva, in Stati Uniti e Canada, finanziata con il contributo dell'Unione europea e dell'Italia». Al Consolato sono intervenuti due tra i più grandi esperti internazionali del settore: Samuel Klein, del Center of Human Nutrition della Washington University School of Medicine di St. Louis e Luigi Fontana, del
Dipartimento di Sanità alimentare e animale dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma. Oggetto dello studio: gli health benefits, i benefici per la salute apportati dall'olio extravergine. «In questa direzione, riteniamo strategica – ha ribadito Fiorillo – la promozione di quella produzione italiana
capace di puntare sulla tracciabilità. Un requisito fondamentale per fare il salto di qualità sui mercati internazionali. Nei più importanti Paesi del mondo, sempre più consumatori considerano l'olio extravergine made in Italy un prodotto alimentare fondamentale per la salute e, pertanto,
vogliono conoscerne con precisione l'origine prima di acquistarlo. Per questo motivo, si dovrà sfruttare e accrescere la conoscenza – ha concluso Fiorillo – della tradizione storica che la racconta quale terra produttrice di uno straordinario olio d'oliva». «Per contrapporci al modello
spagnolo – ha continuato Fiorillo – lanciamo l'idea di un nuova collaborazione tra industria e agricoltura, un modo nuovo da superare la crisi economica del settore. Si vuole andare oltre
gli accordi di filiera. Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: una nuova interazione tra industria e mondo agricolo, un patto di lealtà che noi vogliamo suggellare con gli industriali per produrre olio di oliva di alta qualità. In questo momento di crisi è una necessità: è un modo per
entrare nei mercati esteri con produzioni di alta qualità, in un segmento che ancora oggi ha risentito di meno dei venti della recessione».