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Olio d’oliva, cresce la presenza italiana negli Usa |
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Secondo l’Ice il fatturato del Bel Paese è di 575 mln di dollari |
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ROMA (14 marzo 2008) - Italia in pole position nelle esportazioni di olio d’oliva verso gli Stati Uniti. Il Bel Paese conquista la vetta con un fatturato di 575,5 milioni di dollari, seguita da Spagna e Tunisia. Questi i dati presentati dall’Istituto per il commercio estero (Ice), in occasione del premio internazionale Ercole Oliario. L’olio d’oliva ha conquistato la popolarità negli Stati Uniti a partire dagli anni 80 e la sua diffusione non conosce sosta, con vendite in continuo aumento. Le principali ragioni di questo successo sono da ricercare nelle riconosciute proprietà salutistiche del prodotto, nel mutamento di stili alimentari, grazie alla popolarità della dieta Mediterranea e nelle numerose campagne di promozione. Non bisogna dimenticare |
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infine i limiti nella produzione: dall’analisi effettuata dall’Ice è emerso, infatti, che la produzione statunitense si concentra in California e in alcune piccole superfici di Arizona e Texas. Gli uliveti californiani, situati nelle valli del Sacramento e di San Joaquin occupano una superficie di circa 10 mila acri per una produzione di 28 mila ettolitri. Di origine italiana anche la produzione interna: accanto alle due varietà locali – Manzanillo e Sevillano – le più diffuse sono, infatti, il Frantoio, il Leccino, il Pendolio, il Maurino, il Moraiolo e la Taggiasca tutte varietà autoctone italiane. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||