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Il consiglio del nutrizionista: una dieta al selenio

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Dal terreno alle cultivar siciliane le proprietà salutistiche dell'olio

   

PALERMO (23 novembre 2010) - Il selenio è un microelemento essenziale per l’uomo, gli animali e le piante superiori ad azione antiossidante. È presente nelle matrici ambientali e biologiche in diverse forme: Se (IV), Se (VI), Se, Se-Cys, metil e dimetil selenio e ha diversi effetti benefici sulla salute. Le sue azioni sono antiossidante e antinfiammatoria: riduce idro e lipoperossidi, riduce gli intermedi idroperossidici del ciclo della COX, diminuendo la produzione di prostaglandine infiammatorie. Previene inoltre le malattie cardiovascolari: la Glutatione Perossidasi (selenio-enzima) previene le alterazioni ossidative delle membrane cellulari e inibisce l’aggregazione piastrinica, riduce i lipoperossidi e i colesteril esteri legati

Ulivi
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alle LDL, prevenendone l’accumulo sulle pareti arteriose. La sua azione antineoplastica, infine, consiste nella produzione di metaboliti antitumorigenici (metilselenolo) che perturbano il metabolismo delle cellule cancerose e ne inibiscono l’angiogenesi. Il microelemento selenio entra nella catena alimentare attraverso le piante che lo assorbono dal suolo. La dose giornaliera raccomandata è di 50-70 microgrammi al giorno, e concentrazioni superiori a 500 microgrammi al giorno per chilogrammo di peso corporeo possono risultare tossiche. Nell’ambito dell’attività scientifica del dipartimento di Scienze degli Alimenti e dell’Ambiente - Università di Messina, è stata messa a punto una serie di metodiche innovative per il dosaggio del selenio in oli vegetali, frutta secca e prodotti ittici. Sono stati indagati oli di oliva siciliani monocultivar e oli Dop siciliani: i risultati ottenuti permettono di affermare che il maggior contenuto di selenio è in cultivar come la Santagatese, la Tonda Iblea e la Nocellara del Belice, mentre le zone che producono oli più ricchi di selenio sono quelle in cui ricade la Dop Valle del Belice. La presenza di selenio negli oli è chiaramente dovuta alla presenza di selenio nel terreno. Questo elemento conferisce agli oli siciliani un valore nutrizionale aggiunto e può essere utilizzato anche per contribuire all’accertamento della provenienza. Ad esempio oli del Nord Africa, a basso tenore di acido oleico e perciò simili nella composizione lipidica agli oli ottenuti in Sicilia dalla cultivar Minuta, sono però esenti dalla presenza di selenio. L’intento delle nostre indagini è stato quello di qualificare ulteriormente gli oli siciliani, non solo per il loro gusto che li ha già resi famosi in tutto il mondo, ma anche per il loro contenuto elevato in  polifenoli.

Giacomo Dugo
Direttore dipartimento Scienze degli Alimenti - Università di Messina


 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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