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Olio, a Bruxelles niente accordo sull’etichetta d’origine |
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Nell’incontro produttori-Commissione Ue strappo fra Italia e Spagna |
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ROMA (6 dicembre 2007) - Non c’è accordo tra le Organizzazioni europee del settore oleicolo su come rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine nell’etichettatura dell’olio extravergine di oliva. A segnalarlo è la Confagricoltura, commentando l’esito dell’incontro a Bruxelles tra la Commissione europea e le Organizzazioni di categoria dei diversi Paesi comunitari. La richiesta italiana di indicare obbligatoriamente in etichetta il Paese di produzione delle olive e dell’olio non è stata condivisa dalla Spagna, che invece ritiene sufficiente come obbligo il solo riferimento all’origine comunitaria del prodotto. «Non mi stupisce la posizione delle Organizzazioni agricole spagnole allineate con l’industria e il commercio oleario europeo – commenta Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura |
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| – poiché da parte loro non c’è interesse a rendere evidente al consumatore italiano che gran parte dell’olio confezionato in Italia è in realtà un “mix” di oli spagnoli, greci e italiani. D’altra parte l’ipotesi di obbligarci a indicare come comunitario un olio extravergine interamente prodotto in Italia, non renderebbe più chiara l’etichettatura e sarebbe una vera e propria beffa ai danni dei consumatori e dei nostri olivicoltori». La Confagricoltura in una nota si domanda come reagirà la Commissione europea di fronte a una sostanziale divisione tra Italia e Spagna, anche in considerazione del decreto emanato dal ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, lo scorso 9 ottobre, che disciplina a livello nazionale l’indicazione obbligatoria dell’origine nell’etichettatura degli oli d’oliva, già precedentemente respinto dall’Ue. «La Commissione – sostiene l’organizzazione agricola – dovrà pronunciarsi sulla conformità delle norme italiane alla regolamentazione comunitaria prima del 17 gennaio 2008, data di entrata in vigore del decreto». L’incertezza sull’esito della valutazione di Bruxelles, però, preoccupa le aziende agricole e i frantoi, che devono provvedere in questo periodo alla stampa delle nuove etichette per il confezionamento della produzione di olio del 2007. «La Confagricoltura – si legge nella nota – chiede che sia possibile utilizzare fino ad esaurimento le scorte di etichette non conformi alle nuove norme, anche dopo l’entrata in vigore del decreto». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||