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Benessere e sapore con le olive iposodiche

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La ricerca è stata condotta dalla Regione e dall’Università di Palermo

   

PALERMO (23 novembre 2010) - Olive saporite ma meno salate. Oggi si possono produrre grazie a un nuovo sistema di salatura che le rende più salutari. Si tratta di un sistema brevettato, basato sull’utilizzo di un sale alternativo – il cloruro di calcio (CaCl2) – per la costituzione di salamoie in grado di ridurre il contenuto in sodio della polpa. Non solo. Grazie a questo sistema è possibile conferire caratteristiche di maggiore consistenza alle olive, garantire un regolare andamento della fermentazione, impedire l’insediamento di microorganismi patogeni o responsabili di alterazioni del prodotto e limitare le caratteristiche sensoriali anomale dovute ai sali comunemente utilizzati. Lo studio, coordinato da Angelo Di

Laboratorio
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Pisa, già ordinario di Agronomia agraria presso l’università di Palermo, è stato condotto dal dipartimento di Agronomia dell’ateneo palermitano, dall’Istituto sperimentale Olivicoltura di Palermo e dalla Soat di Castelvetrano. Partner, l’Airone srl di Castelvetrano. Obiettivo: rilanciare l’oliva da mensa, elemento essenziale della dieta mediterranea, strettamente legato al territorio e alla sua storia. Nel tempo si è andata affinando la tecnica di coltivazione e di conservazione delle olive da mensa, che nella loro tipicità vanno incontro alle esigenze di un consumatore dal palato sempre più fine e recettivo alle nuove esperienze sensoriali. Nonostante ciò, a causa degli effetti negativi che possono causare sulla salute umana, come l’ipertensione e la ritenzione idrica, la classe medica ne ha sempre consigliato un uso parsimonioso». Da qui l’esigenza di trovare un sistema per ridurre il contenuto di sodio nella polpa. L’introduzione di elevati quantitativi di sodio nel nostro organismo è la principale causa di un’alterazione nei meccanismi di equilibrio idrosalino, con conseguente alterazione della pressione sanguigna, dell’equilibrio corporeo acido-basico, della contrazione muscolare e della trasmissione nervosa. L’importanza della ricerca sta nella riduzione del sodio ma anche nell’aumento del contenuto di calcio all’interno della polpa. Infatti, se è vero che elevati apporti di sodio aumentano il rischio di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, è altrettanto vero che una delle carenze più comuni e più dannose nell’alimentazione odierna è quella del calcio. E oggi, grazie a questo studio, le olive ne possono rappresentare un valido integratore.

Antonino Cappello
Assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari

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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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