| "cibi cattivi", ma differenti culture e diete alimentari, la decisione non è piaciuta alle organizzazioni a difesa dei consumatori europei di respingere la proposta di introdurre sulle etichette alimentari i codici colorati – rosso, arancione e verde – per indicare al consumatore il livello nutrizionale in sale, grassi e zuccheri del prodotto che acquistano. «La decisione della Ue di eliminare i profili nutrizionali relativi ai grassi, agli zuccheri e al sale degli alimenti è una nuova vergogna europea – dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc – dopo l'introduzione del gelato che non si scioglie e la patata Ogm l'Unione Europea infligge un altro duro colpo alla tutela della salute e dell'informazione dei consumatori, che non potranno sapere che valori nutrizionali possiede il cibo che acquisteranno». Le organizzazioni europee si rallegrano invece per il voto della Commissione in favore dell’etichetta obbligatoria del Paese d’origine. Via libera quindi all’obbligatorietà in etichetta del luogo di provenienza per carne, pollo, prodotti lattiero-caseari, frutta fresca, vegetali e altri prodotti composti da un solo ingredienti quali la passata di pomodoro. L’indicazione d’origine sarà obbligatoria anche per i prodotti trasformati a base di carne, pollo e pesce quando la materia prima è caratterizzante nel processo produttivo. |
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