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Italia, cambio di rotta sugli Ogm?
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Ed è spaccatura nel Governo Berlusconi. Anche la Chiesa verso l'apertura
   
PALERMO (29 marzo 2010) – Il governo italiano si spacca sul fronte degli ogm. Se da un lato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, è da sempre contrario all’apertura verso gli organismi geneticamente modificati, il viceministro allo sviluppo economico, Adolfo Urso, dal Forum di Confagricoltura di Taormina (Messina) ha aperto al biotech. Ad appoggiare il fronte del sì, o per meglio dire, un nuovo approccio favorevole sono stati Confagricoltura, Federalimentare e, non ultima, anche la Chiesa per voce dell’arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, che dice «basta con le scomuniche». A fare da “mediatrice” in questa vicenda, il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che propone, intanto, un
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nuovo approccio verso gli ogm, sostenendo comunque il diritto dei singoli Paesi membri dell’Unione europea di poter dire “no” alle coltivazioni biotech.

Prestigiacomo Sugli ogm non bisogna avere un approccio ideologico al problema, sbaglieremmo. Questo appartiene forse al passato, ma non può essere l'attualità. Oggi dobbiamo valutare il tema degli ogm sulla base dell'evidenza scientifica e questa è l'unica cosa che può farci assumere delle decisioni. A livello europeo siamo tutti d'accordo all'interno del Governo a sostenere il diritto dei Paesi di dire no perché questo è un principio che oggi si discute nel campo degli ogm ma che deve essere salvaguardato anche per il futuro e per altre questioni. Questa riserva da parte dei Paesi va salvaguardata, ma io credo che non possiamo assumere decisioni sulla base di convinzioni personali, ma che dobbiamo usare molta razionalità sull'argomento. La libertà di scelta è un principio che abbiamo difeso e sostenuto a livello europeo, la scelta va fatta sempre e solo sulla base delle evidenze scientifiche. noi abbiamo delle istituzioni di garanzia che ci dicono cosa può creare dei danni, quindi lasciare la scelta agli Stati e cosa non ha alcuna conseguenza, insomma dare tutti gli elementi per prendere una decisione».

Urso «L’Italia è un Paese bloccato da tabu, invece occorre innovare e guardare alla tecnica e alla scienza come risorsa. Insomma, bisogna sapersi aprire senza avere paura di snaturarsi. Voi agricoltori mi avrete sempre al vostro fianco perché oggi gli Ogm sono un passaggio obbligato se vogliamo dare risposte a problemi reali che sono mancanza di risorse perché aumentano i consumi, la fame e la crisi idrica. In Italia c’è un dibattito da tempo. Nella scorsa legislatura feci una proposta di legge sul nucleare in un momento in cui tutti la pensavano diversamente e mi sono battuto perché l’Italia tornasse a questa forma di energia, spesso inascoltato anche nel mio partito. Oggi, invece, si è realizzato un disegno di legge che ha riaperto al nucleare, come è giusto che fosse. Nelle forze politiche, nella maggioranza e in Parlamento mi auguro che ci sia una maggiore consapevolezza in futuro e ci sia anche in questo campo con intelligenza».

Confagricoltura «Abbiamo una visione aperta e laica sull’introduzione delle nuove tecnologie e questo riguarda l’attualissimo campo degli organismi geneticamente migliorati. ‘Come insegna anche la dottrina sociale della Chiesa non c’è un insieme di risorse naturali date ed immodificabili. L’uomo è fatto per intervenire sul creato che gli è stato affidato e l’importante è che lo faccia con consapevolezza e prudenza. Ma questa prudenza, appunto non deve divenire pretesto per l’inazione e per non progredire. Se ci sono dei rischi, vanno valutati e misurati; ma non si può dire di no a una novità tecnologica solo per un pregiudizio o peggio perché non conviene al nostro sistema produttivo. Non accetteremo mai che in pochi si arroghino il diritto di scegliere per i molti agricoltori cosa convenga o non convenga coltivare».

Federalimentare «Ferme restando l’assenza di preconcetti a favore o contro gli Ogm e la dichiarata attitudine delle imprese alimentari al pieno e convinto rispetto degli adempimenti normativi propri dei Regolamenti europei e delle autorizzazioni dell’Efsa, l’Industria segue con interesse l’evoluzione scientifica che deve presiedere alla corretta gestione ed al controllo pubblico. «L’elemento determinante delle politiche di produzione con il quale l’intera filiera alimentare, compresa la distribuzione e la ristorazione, si confronta quotidianamente è il potere di scelta dei consumatori. Un aspetto che risente anche della forte e progressiva evoluzione dei caratteri socio-culturali ed economici alla base delle propensioni all’acquisto di alimenti. Nell’arco di pochi decenni, nel sistema produttivo alimentare si è passati da politiche di mero incremento quantitativo delle produzioni, come risposta alle diffuse carenze alimentari, all’impegno attuale, sempre più rivolto alla soddisfazione di stili di vita, individuali e collettivi, anche connessi ad esigenze salutistiche e culturali e ambientali».

Crepaldi «È ora di finirla con le scomuniche sugli Ogm. È ora che l’agricoltura dimostri che l’innovazione è amica dell’ambiente. La tecnica è al servizio dell’uomo. L’esercizio della prudenza non vuol dire l’esercizio di strumenti legislativi utilizzati a carattere ideologico. L’etica è la più grande e vera amica dell’efficienza economica. L’etica non è contro il mercato ma a favore del mercato perché dà al mercato trasparenza e maggior efficacia nei rapporti tra i diversi soggetti della filiera».
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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