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SERVIZIO TRATTTO DAL NUMERO 5/2010 DEL MENSILE TERRÀ
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natura organica (potenzialmente atta alla produzione di biogas, compost, bioidrogeno, elettricità da celle a combustibile microbico etc.) e la presenza nella loro composizione di svariate sostanze con proprietà nutrizionali, farmacologiche (principi attivi con funzione antiossidante, sostanze con proprietà antinfiammatorie) e tecnologiche (molecole con funzione colorante, nutraceutica, polimeri con importanti proprietà meccaniche etc.) dovrebbe giustificare un maggiore interesse verso la loro valorizzazione, tale da elevare il concetto di “scarto” a “produzione residuale”. In tale evoluzione trova concretezza il principio della trasformazione dei rifiuti in risorse, inspiratore della normativa europea di settore, con conseguente riduzione degli effetti ambientali negativi ed incremento dell’efficienza economica dei processi produttivi.
A fronte del quadro delineato, presso la sezione di Catania del Cnr-Isafom, si conducono da alcuni anni attività di ricerca e sperimentazione secondo tre tipologie di intervento coordinate: caratterizzazione quanti-qualitativa dei flussi di residui; valutazione di processi per la valorizzazione dei residui; valutazione delle potenziali applicazioni di prodotti ottenuti dai suddetti processi.
In questo contesto si inquadra il progetto di ricerca Simecosag (Sistemi Integrati Mobili per Estrazione COmposti da Scarti AGroalimentari), condotto nell’ambito del Por Sicilia 2000-2006, Misura 3.14, in collaborazione con la Agroindustry Advanced Technologies spa di Catania ed il Cnr-Icb di Catania, che ha avuto per oggetto i residui delle attività di confezionamento del pomodoro da mensa coltivato in serra.
La ricerca si è articolata in due fasi operative. Nella prima è stata realizzata una campagna di interviste presso aziende di confezionamento ortofrutticolo nelle province di Siracusa e di Ragusa per determinare le quantità di prodotto lavorato e di residui generati e le loro variazioni stagionali. Nella seconda sono state selezionate alcune aziende per la determinazione delle caratteristiche merceologiche e chimiche dei residui prelevati con cadenza mensile.
Fra le sostanze presenti nei residui, la ricerca si è incentrata sui carotenoidi, ed in particolare su licopene e betacarotene, utilizzabili per la realizzazione di prodotti cosmetici e parafarmaceutici, come coloranti alimentari e nella preparazione di cibi “rinforzati” per via delle proprietà antiossidanti e degli effetti antitumorali osservati in diversi studi epidemiologici e sperimentali. A fronte delle diverse formulazioni ed origini, stime del valore commerciale del licopene individuano una quotazione pari ad alcune migliaia di euro per chilo, sebbene siano ipotizzabili anche valori più elevati in funzione dei processi di estrazione e della purezza.
Attraverso l’indagine quantitativa sono state stimate le quantità di pomodoro lavorato e scartato e le relative variazioni stagionali, le attuali modalità di gestione dello scarto e la
propensione alla valorizzazione dei residui. ![]() Le indagini qualitative hanno, inoltre, portato alla stima della quantità di carotenoidi estraibili, su base comprensoriale. Il progetto si è infine arricchito di un ulteriore ramo di ricerca finalizzato alla valutazione di sistemi di estrazione dei carotenoidi mediante tecnologie a basso impatto appositamente proposte al fine di permettere l’integrazione di successivi processi di valorizzazione a valle dell’estrazione. In particolare, in scala di laboratorio, è stata realizzata l’estrazione mediante fluidi supercritici (Sfe) che consentono di ricavare i composti in parola senza tuttavia inquinare la matrice residuale che può così più facilmente essere destinata a valorizzazioni successive. Scendendo nei particolari della ricerca, nella media delle aziende osservate (figura1) emerge come nei mesi estivi si possano riscontrare i valori più alti di residui (in media 110 kg ogni tonnellata di prodotto lavorato nei mesi compresi fra giugno e settembre). Con riferimento all’intero arco dell’anno, la percentuale di residui risulta pari al 7%, ma occorre rilevare come, rispetto a tale dato medio, 1/3 delle aziende presenti una percentuale decisamente superiore e compresa fra il 10 ed il 18%. Tale variabilità, riconducibile al panorama varietale ed alle modalità di gestione della raccolta, può opportunamente essere sfruttata ai fini della selezione delle aziende da coinvolgere nei programmi di valorizzazione dei residui. La stima su base comprensoriale (province di Siracusa e Ragusa aggregate) delle produzioni di residui ha portato a un valore annuale pari a circa 11.000 tonnellate. Ripartendo su base mensile il suddetto valore (figura 2) emergono picchi superiori alla media nei mesi di maggio e giugno (rispettivamente 13% e 17%) e un picco inferiore nel mese di agosto (2%). La sostanziale omogeneità di questa distribuzione va posta in relazione alla fonte delle produzioni oggetto di studio che, essendo rappresentata da colture in serra, consente di fare riferimento a un’ampia stagione produttiva. Tale aspetto rappresenta un indubbio vantaggio anche nei confronti delle possibili applicazioni industriali dei processi di gestione dei residui delle attività studiate. Rispetto a quanto accade per la maggior parte delle industrie agroalimentari, per le attività in esame, infatti, il carattere fortemente stagionale delle produzioni agricole risulta più contenuto permettendo un più efficiente dimensionamento del sistema di raccolta e valorizzazione dei residui. I risultati di Simecosag sono stati presentati nell’ambito di convegni a livello europeo e pubblicati in riviste internazionali e su un’apposita sezione del sito del Cnr-Isafom (www.isafom.cnr.it/Catania/Descrizione generale.htm). |
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Ezio Riggi Agronomist Researcher Cnr-Isafom |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||