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Alimenti, arriva la carta d’identità internazionale sulla sicurezza

 

Gli agricoltori dei Paesi del G8 chiedono ai Governi nuovi investimenti

 
   

ROMA (19 marzo 2009) - Di fronte alla crisi occorre assicurare l'approvvigionamento alimentare contro i rischi di nuove carestie e proteggere i cittadini dal moltiplicarsi delle emergenze sanitarie con una “carta di identità internazionale del cibo” sostenuto da un sistema di rintracciabilità degli alimenti e da standard di sicurezza comuni. È quanto emerso dalla dichiarazione comune formulata al termine del primo vertice mondiale degli agricoltori dei Paesi appartenenti al G8 (G8 Farmers Meeting), che si è svolto a Roma su iniziativa di Coldiretti. Gli agricoltori di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e Italia chiedono ai «Governi dei Paesi del G8 di mettere in atto

Carta identità
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politiche ed investimenti volti a favorire la crescita delle loro agricolture, oltre a tenere presenti le necessità delle imprese agricole dei Paesi in via di sviluppo e delle loro popolazioni». Si tratta di «assicurare la sovranità, l'approvvigionamento alimentare ed un'adeguata offerta di prodotti agricoli, per far fronte alla domanda di una popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi entro il 2050».

Zaia «Chiederemo alla comunità internazionale che le commodity e quindi i prodotti agricoli, cioé il cibo restino fuori dalla speculazione dei mercati finanziari. Il grano e le derrate alimentari non possono essere soggetti alle speculazioni del mercato. Serve una nuova etica per l'agricoltura se vogliamo veramente nutrire il mondo. La mia posizione è notoriamente contraria agli Ogm, infatti non credo alla storia che grazie a questo si risolverebbe il problema della fame. Noi siamo dalla parte dei contadini e sempre da quella di chi lavora. Porterò il vostro documento al G8 agricolo che si terrà alla Maddalena».

La dichiarazione comune Partendo da queste premesse le organizzazioni agricole dei Paesi del G8, che hanno partecipato oggi all'incontro alla Coldiretti, hanno approvato una dichiarazione comune costituita da undici punti.

1- I presidenti delle organizzazioni agricole dei Paesi del G8 ritengono che l'agricoltura sia un elemento essenziale per lo sviluppo socio economico di ogni nazione. 

2- L'attuale crisi economica mondiale ha reso necessario ridare all'agricoltura il suo ruolo di settore strategico nelle politiche economiche e di sviluppo. A tal proposito si rende necessario intensificare lo scambio di informazioni sulla situazione economica attuale e realizzare politiche a corto e lungo termine per porre rimedio all'attuale emergenza alimentare e per stimolare gli investimenti in agricoltura, nell'interesse dell'intera comunità internazionale. Queste politiche, inoltre, devono essere accompagnate da strategie di sviluppo, accordi sul commercio internazionale, politiche energetiche e misure contro le speculazioni.

3- Al fine di assicurare la sovranità, l'approvvigionamento alimentare e un'adeguata offerta di prodotti agricoli, per far fronte alla domanda di una popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi entro il 2050, è necessario che i Governi dei Paesi del G8 mettano in atto politiche ed investimenti volti a favorire la crescita delle loro agricolture, oltre a tenere presenti le necessità delle imprese agricole dei Paesi in via di sviluppo e delle loro popolazioni.

4- I prodotti agricoli riguardano un aspetto fondamentale del genere umano, come l'alimentazione, e non possono essere trattati come tutte le altre commodities, perciò, l'aumento della produttività agricola e la competitività delle imprese agricole devono essere aspetti fondamentali delle politiche di sviluppo.

5- È, inoltre, opportuno e necessario promuovere azioni di riequilibrio della Catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione/remunerazione delle produzioni agricole e che rappresentino anche un'occasione di reinserimento/promozione dei giovani nel mondo agricolo.

6- Sarà, inoltre, necessario creare le condizioni per una migliore gestione degli stock internazionali che permetta un riequilibrio della domanda e dell'offerta e il miglioramento del grado di auto approvvigionamento nei Paesi in via di sviluppo. Un mercato non regolamentato sarebbe fonte di costi sociali inaccettabili per le imprese agricole.

7- Bisognerà, incrementare costantemente il rapporto di fiducia tra imprese agricole e consumatori attraverso la creazione di standard internazionali per la sicurezza alimentare, basati su criteri scientifici condivisi, un efficace sistema di tracciabilità e applicazione di regole trasparenti che garantiscano una competizione leale sui mercati.

8- Andrebbe favorito un approccio graduale nel dibattito sulla liberalizzazione degli scambi internazionali che tenga conto delle differenze socio-economiche ed ambientali delle diverse realtà e la necessità di garantire la coesistenza di diversi modelli di agricoltura in tutto il mondo.

9- La sfida volta a far fronte alla crescente necessità della popolazione mondiale di generi alimentari  dovrà integrarsi con quella della preservazione della biodiversità e la conservazione dell'ambiente, riconoscendo il ruolo sociale ricoperto dall'impresa agricola multifunzionale e di strumenti volti alla organizzazione del mercato (cooperative, iniziative volte a favorire i farmer market ecc) che promuovono un equilibrio sia dell'offerta che dei prezzi.

10- L'agricoltura svolge già un importante ruolo nell'attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici e nel ridurre l'emissione di gas effetto serra. Ciò dovrà essere ulteriormente incoraggiato attraverso politiche efficaci per la valorizzazione delle produzioni locali a bassa emissione di Co2 .

11- Infine, le organizzazioni agricole dei paesi del G8 ribadiscono la necessità di è promuovere l'utilizzo di energie rinnovabili, per un reale sviluppo sostenibile dell'economia globale.
 

 

 
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