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G8 agricolo, i Paesi trovano l'accordo

Sicurezza alimentare e mercato libero ma senza concorrenza sleale

   

TREVISO  (20 aprile 2009) – Trovato un accordo sui temi fondamentali del G8 dell’agricoltura in corso a Castelbrando di Cison di Valmarino. Questo l’annuncio del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia poco prima dell’ultima sessione in programma stamattina. «Abbiamo trovato la quadra, rispetto alla sicurezza alimentare, alla fame nel mondo, ai temi della speculazione e a quello che riguarda il protezionismo dei mercati – ha affermnato Zaia –.  Mercato libero, quindi, ma anche rispettoso del fatto che non ci sia concorrenza sleale. Non possiamo mandare i nostri agricoltori a confrontarsi con un mercato con prezzi che sono di gran lunga al di sotto dei costi di produzione». Il ministro italiano ha quindi

Fame nel mondo
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assicurato che il confronto tra Stati Uniti e Cina su questi temi è stato sereno e propositivo. «Non bisogna dimenticare – ha aggiunto il ministro - oltre a essere stato il primo G8 agricolo, questa è anche la  prima volta che si fa un G8 assieme ad un G5 quindi con Cina, Brasile, India, Sud Africa e Messico con Egitto, Australia e Argentina».

I dodici punti del documento finale
Agricoltura nell'agenda dei Governi: i Paesi di tutto il mondo dovrebbero prestare una forte attenzione alla sicurezza alimentare, alla priorità di attribuire allo sviluppo agricolo nelle agende nazionali e creare un ambiente adeguato per affrontare la crisi finanziaria e contribuire alla ripresa economica.
Assistenza allo sviluppo, ovvero adeguate risorse finanziarie che dovrebbero ssere dedicate allo sviluppo.
Cooperazione multilaterale, ovvero l'impegno da parte dei Paesi industrializzati di aumentare livelli per raggiungere gli obiettivi Oda. È stata sottolineata inoltre la necessità di non ignorare l'agricoltura africana e viceversa appoggiare il Caadp - Comprenhensive Africa agriculture development program e di promuovere la cooperazione Nord-sud attraverso canali bilaterali e multilaterali. Le conclusioni del Doha Round hanno fatto emergere per alcune delegazioni il bisogno di costruire un sistema più equo di commercio multilaterale e hanno chiesto l'eliminazione di quei sussidi distorsivi del commercio e l'apertura dei mercati agricoli dei paesi industrializzati come parte essenziale della risposta alle
crisi alimentari. È stato anche sottolineato che un commercio equo aiuterebbe a fornire le risorse necessarie per raggiungere la stabilità e la prosperità delle comunità rurali per combattere la fame dei paesi in via di sviluppo.
Agricoltura a conduzione familiare: diverse delegazioni hanno attribuito grande importanza al ruolo chiave svolto dalle aziende agricole familiari nell'agricoltura sostenibile e nelle economie rurali. È stata anche sottolineata la necessità di fornire ai piccoli agricoltori l'accesso alla terra, al credito, all'assistenza tecnica, all'istruzione e alle assicurazioni sui raccolti permettendo anche alle aziende familiari di accedere ai mercati locali e internazionali.
Accesso al cibo: tutte le delegazioni hanno ribadito la necessità di intraprendere un'azione urgente per assicurare un adeguato accesso al cibo e per lavorare alla creazione e al rafforzamento delle reti di sicurezza che sono strumentali per evitare le crisi alimentari.
Sviluppo sostenibile dei biocarburanti: alcune delegazioni hanno sottolineato l'importanza dei biocarburanti come l'unica opportunità per generare più posti di lavoro e maggior reddito e alleviare la povertà nelle aree rurali. Alcune altre delegazioni hanno ribadito che questo non può essere raggiunto a costo della sicurezza alimentare mondiale.
Dialogo e volontà politica: i partner hanno osservato che la comunità mondiale è stata impegnata in un dialogo costruttivo sin dall'inizio della crisi. Molte delegazioni hanno chiesto una migliore cooperazione internazionale in agricoltura e per la sicurezza alimentare. Per raggiungere questo obiettivo si dovrebbe incoraggiare il dialogo tra i governi, le organizzazioni internazionali e le altre parti coinvolte. Hanno anche enfatizzato l'importanza di mantenere agricoltura e sicurezza alimentare al primo posto nell'agenda politica internazionale. Alcuni paesi hanno appoggiato la prevista realizzazione del World food summit a Roma nel novembre del 2009.
Cambiamenti climatici: sono stati discussi gli impatti dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, incluse la mitigazione e l'adattamento. Le questioni legate al ruolo della gestione idrica in agricoltura sono state particolarmente enfatizzate. I partner hanno sollevato la questione dell'importanza dei cambiamenti climatici per la produzione agricola e la sicurezza alimentre. Le decisioni da prendere a Copenhagen nel novembre 2009 dovrebbero riflettere queste preoccupazioni, tenendo conto delle sfide e delle opportunità per l'agricoltura che possano provenire da accordi su misure per l'adattamento e la mitigazione.
Diritto al cibo: diverse delegazioni hanno sottolineato la necessità di lavorare ulteriormente per conseguire il diritto al cibo.
Governance mondiale: le delegazioni hanno appoggiato la proposta per la Global partnership for agriculture, food security and nutrition all'interno del sistema Onu. In questo hanno confermato anche il sostegno alle consultazioni in corso per il Committe on food security.
Tecnologia: le delegazioni hanno insistito sulla necessità di incoraggiare ulteriori investimenti in nuove tenologie e pratiche di conservazione delle risorse naturali. È stata sottolineata l'importanza degli investimenti nelle infrastrutture e le iniziative mirate a miogliorare la catena alimentare per evitare perdite di prodotto nel passaggio dal campo al mercato. Infine la sicurezza alimentare, la stabilità politica e sociale.
Sicurezza alimentare: nelle loro dichiarazioni diversi ministri e capi delegazione hanno sottolineato il ruolo della sicurezza alimentare per il mantenimento della stabilità politica e sociale in molte aree del mondo.

Scarica la dichiarazione finale (.pdf)

 

 

 
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