assicurato che il confronto tra Stati Uniti e Cina su questi temi è stato sereno e propositivo. «Non bisogna dimenticare – ha aggiunto il ministro - oltre a essere stato il primo G8 agricolo, questa è anche la prima volta che si fa un G8 assieme ad un G5 quindi con Cina, Brasile, India, Sud Africa e Messico con Egitto, Australia e Argentina».
I dodici punti del documento finale
Agricoltura nell'agenda
dei Governi: i Paesi di tutto il mondo dovrebbero prestare
una forte attenzione alla sicurezza alimentare, alla
priorità di attribuire allo sviluppo agricolo nelle agende
nazionali e creare un ambiente adeguato per affrontare la
crisi finanziaria e contribuire alla ripresa economica.
Assistenza allo sviluppo, ovvero adeguate risorse finanziarie
che dovrebbero ssere dedicate allo sviluppo.
Cooperazione multilaterale, ovvero l'impegno
da parte dei Paesi industrializzati di aumentare livelli per
raggiungere gli obiettivi Oda. È stata sottolineata inoltre
la necessità di non ignorare l'agricoltura africana e
viceversa appoggiare il Caadp - Comprenhensive Africa
agriculture development program e di promuovere la
cooperazione Nord-sud attraverso canali bilaterali e
multilaterali.
Le conclusioni del Doha
Round hanno fatto emergere per alcune delegazioni il bisogno
di costruire un sistema più equo di commercio multilaterale
e hanno chiesto l'eliminazione di quei sussidi distorsivi del
commercio e l'apertura dei mercati agricoli dei paesi
industrializzati come parte essenziale della risposta alle
crisi alimentari. È stato anche sottolineato che un
commercio equo aiuterebbe a fornire le risorse necessarie per
raggiungere la stabilità e la prosperità delle comunità
rurali per combattere la fame dei paesi in via di sviluppo.
Agricoltura a conduzione familiare: diverse delegazioni
hanno attribuito grande importanza al ruolo chiave svolto
dalle aziende agricole familiari nell'agricoltura sostenibile
e nelle economie rurali. È stata anche sottolineata la
necessità di fornire ai piccoli agricoltori l'accesso alla
terra, al credito, all'assistenza tecnica, all'istruzione e
alle assicurazioni sui raccolti permettendo anche alle
aziende familiari di accedere ai mercati locali e
internazionali.
Accesso al cibo:
tutte le delegazioni hanno ribadito la necessità di
intraprendere un'azione urgente per assicurare un adeguato
accesso al cibo e per lavorare alla creazione e al
rafforzamento delle reti di sicurezza che sono strumentali
per evitare le crisi alimentari.
Sviluppo sostenibile dei biocarburanti: alcune delegazioni
hanno sottolineato l'importanza dei biocarburanti come
l'unica opportunità per generare più posti di lavoro e
maggior reddito e alleviare la povertà nelle aree rurali.
Alcune altre delegazioni hanno ribadito che questo non può
essere raggiunto a costo della sicurezza alimentare mondiale.
Dialogo e volontà politica: i
partner hanno osservato che la comunità mondiale è stata
impegnata in un dialogo costruttivo sin dall'inizio della
crisi. Molte delegazioni hanno chiesto una migliore
cooperazione internazionale in agricoltura e per la sicurezza
alimentare. Per raggiungere questo obiettivo si dovrebbe
incoraggiare il dialogo tra i governi, le organizzazioni
internazionali e le altre parti coinvolte. Hanno anche
enfatizzato l'importanza di mantenere agricoltura e sicurezza
alimentare al primo posto nell'agenda politica
internazionale. Alcuni paesi hanno appoggiato la prevista
realizzazione del World food summit a Roma nel novembre del
2009.
Cambiamenti climatici: sono stati discussi gli impatti
dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, incluse la
mitigazione e l'adattamento. Le questioni legate al ruolo
della gestione idrica in agricoltura sono state
particolarmente enfatizzate. I partner hanno sollevato la
questione dell'importanza dei cambiamenti climatici per la
produzione agricola e la sicurezza alimentre. Le decisioni da
prendere a Copenhagen nel novembre 2009 dovrebbero riflettere
queste preoccupazioni, tenendo conto delle sfide e delle
opportunità per l'agricoltura che possano provenire da
accordi su misure per l'adattamento e la mitigazione.
Diritto al cibo: diverse delegazioni hanno
sottolineato la necessità di lavorare ulteriormente per
conseguire il diritto al cibo.
Governance mondiale: le delegazioni hanno
appoggiato la proposta per la Global partnership for
agriculture, food security and nutrition all'interno del
sistema Onu. In questo hanno confermato anche il sostegno
alle consultazioni in corso per il Committe on food security.
Tecnologia: le delegazioni hanno insistito sulla necessità di
incoraggiare ulteriori investimenti in nuove tenologie e
pratiche di conservazione delle risorse naturali. È stata
sottolineata l'importanza degli investimenti nelle
infrastrutture e le iniziative mirate a miogliorare la catena
alimentare per evitare perdite di prodotto nel passaggio dal
campo al mercato. Infine la sicurezza alimentare, la
stabilità politica e sociale.
Sicurezza alimentare: nelle
loro dichiarazioni diversi ministri e capi delegazione hanno
sottolineato il ruolo della sicurezza alimentare per il
mantenimento della stabilità politica e sociale in molte
aree del mondo.
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