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Spesa alimentare costa a famiglie 332 euro in più |
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Può arrivare a 476 euro. Pesanti distorsioni da campi a tavole |
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ROMA (30 settembre 2008) - L'attuale inflazione costa alle famiglie italiane circa 332 euro all'anno in più per l'acquisto dei soli prodotti alimentari, ma il maggior esborso può arrivare anche a 476 euro per le famiglie che hanno dai tre figli in su. Lo dice la Coldiretti che commenta così gli ultimi dati Istat relativi all'andamento dei prezzi nel mese di settembre. Oltre al dato economico, l'organizzazione agricola sottolinea subito che «a fronte della maggior spesa rimangono complessivamente però invariate le quantità acquistate». I rappresentanti dei produttori analizzano nel dettaglio la composizione della spesa alimentare delle famiglie. «Tra i prodotti che pesano di più sull'incremento della spesa delle famiglie ci sono – dice quindi una |
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nota di Coldiretti – il pane, pasta e derivati dai cereali per circa 140 euro, il latte ed i suoi derivati per circa 60 euro e la carne per 48 euro». Per quanto riguarda le quantità, secondo i dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre del 2008, queste rimangono quasi sempre invariate oppure diminuiscono come quelle di pane (-2,5%), carne bovina (-3,0%) frutta (-2,6%) e ortaggi (-0,8%). Ma tornano a salire gli acquisti di pasta (+1,4%), latte e derivati (+1,4%) e carne di pollo (+6,6%). Su base annua La Coldiretti insiste poi sull'andamento dei prezzi su base annua. «Il fatto che i maggiori incrementi si registrano su base annua per pane, pasta e latte proprio mentre il prezzo del grano dall'inizio dell'anno è calato del 40% e il latte alla stalla è fermo su meno di 42 centesimi al litro è – dice infatti l'organizzazione – l'evidente dimostrazione dell'esistenza di distorsioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola». Secondo gli agricoltori, infatti, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. Da questi dati, la Coldiretti trae spunto per chiedere «più concorrenza tra sistemi distributivi e più concorrenza tra prodotti sostenendo con impegno la necessità di dare spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali e di stagione per ottimizzare il rapporto prezzo e qualità, ma anche di contenere i costi energetici ed ambientali a carico ai prodotti importati da lunghe distanze». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||