Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Euro, cala la moneta decolla l'export

 

Per gli italiani invece è sempre più difficile arrivare a fine mese

 
   

ROMA (2 settembre 2008) - Il calo dell’euro nei confronti del dollaro rischia di vanificare gli effetti della riduzione dei prezzi del petrolio e delle materie prime agricole anche se contribuisce a spingere le esportazioni made in Italy sui mercati extracomunitari come gli Stati Uniti dove per prima volta dopo anni si è verificato un calo quantitativo del 3,5% delle esportazioni di vino. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare il brusco calo del valore dell’euro nei confronti del dollaro, sulla base dei dati dell’Iwfi relativi al primo semestre 2008. «Se – sottolinea la Coldiretti – l’effetto euro è neutro nei confronti dei concorrenti comunitari potrebbe aiutare a fermare l’espansione dei paesi emergenti nella

Wall street
.
 
 
 
 
 
 
 

produzione di vino come l’Australia le cui esportazioni hanno superato quelle dei cugini d’Oltralpe sul mercato americano, anche se al momento non hanno intaccato la leadership tricolore. Preoccupante è invece la situazione sul lato delle importazioni con il cambio delle valute che potrebbe offrire un ulteriore alibi all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari per effetto delle materie prime importate come il grano che sono quotate nella moneta statunitense al pari del petrolio. L’Italia non dipende dall’estero solo per l’energia ma – sottolinea la Coldiretti – importa oltre il 40% del grano tenero e duro necessario per la produzione di pane e pasta, nonostante l’aumento consistente della produzione nazionale grazie all’impegno degli agricoltori italiani che hanno colto le opportunità della riforma della Politica agricola europea». «Peraltro – precisa la Coldiretti – l’andamento dell’euro potrebbe anche vanificare la tendenza al ribasso delle quotazioni del petrolio con effetti sul costo di trasporto degli alimenti oltre che sulle tariffe energetiche. Un nuovo dazio di tipo economico derivato dall’aumento dei costi dei trasporti e dei servizi ad essi connessi che solo per il grano importato dal Canada ha raggiunto i 20 dollari al quintale. Le prospettive a livello internazionale evidenziano la necessità per l’Europa e l’Italia – sottolinea il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – di investire sull’agricoltura e aumentare ulteriormente la produzione nazionale e comunitaria, ma anche di garantirsi una propria riserva strategica di prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per imprese e consumatori. Grazie alla riforma della politica agricola europea in Italia di fronte all’emergenza internazionale si è verificata immediatamente una crescita del raccolto del 25% per il duro e del 13% per il tenero. Ma ancora non basta ed è necessario – continua Marini – proseguire e qualificare il percorso iniziato con la riforma della politica agricola comune per non aggravare il problema dell’approvvigionamento alimentare dell’Europa. Lo stesso aumento del costo del petrolio – sottolinea il presidente di Coldiretti – ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno. Oggi è necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi».

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana