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Bioarchitetti per costruire secondo natura

 

Ecco il nuovo tassello nella multifunzionalità delle campagne

 
     
di Annalisa Ricciardi    
   

PALERMO (19 settembre 2008) - L’energia costa sempre di più e ogni giorno si cercano escamotage e sistemi per risparmiarla, nell’ottica di un consumo che sia sostenibile non solo economicamente ma anche da un punto di vista ambientale. Da qui il ricorso alle bioenergie, che sicuramente risparmiano l’ambiente, anche se non è ancora stato misurato quanto possano fare risparmiare i consumatori. E poi, come riportato nell'ultimo numero di Terrà, ci sono gli agricoltori che vedono aumentare progressivamente i costi della produzione e per questo cercano attività alternative a quella tradizionalmente agricola per poter diversificare e dunque aumentare il proprio reddito. Ed è in questo scenario che si fa avanti la

Bioarchitettura
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Che cos'è?
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La curiosità
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L'esperto
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Psr
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L'azienda

bioarchitettura. Una nuova concezione nella progettazione e realizzazione dei fabbricati – dalle case alle aziende agrituristiche, dalle chiese di città a quelle di campagna –, che si basa sull’utilizzo di materie prime  a basso impatto ambientale e spesso provenienti dal mondo agricolo. Il tutto sotto l’egida del risparmio energetico e al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e soprattutto futura. Non senza vantaggi per gli agricoltori, che possono trovare nella produzione di materiali naturali di costruzione da bioarchitettura, come sughero e glicerina – un sottoprodotto nella produzione del biodiesel –, un’attività innovativa per incrementare le proprie entrate. Come dire: un ulteriore tassello che amplia sempre più la multifunzionalità, ormai sovrana nell’agricoltura – argomento che abbiamo approfondito nel servizio di copertina del n. 5 della rivista Terrà. Ma cosa si intende di preciso per bioarchitettura? «Si tratta di una branca disciplinare – spiega Tiziana Delfino, architetto e consulente revisore Emas – che studia le tecnologie e i materiali più idonei a realizzare strutture nel rispetto della natura e di chi deve abitarvi o lavorarvi. Permette inoltre di avere un miglioramento costante dell’azienda secondo il ciclo di Deming, un modello studiato per il progressivo incremento della qualità in un’ottica a lungo raggio». In altre parole si tratta di uno strumento per promuovere una cultura della qualità tesa al miglioramento dei processi e all’utilizzo ottimale delle risorse. Questo strumento parte dall’assunto che per il raggiungimento del massimo della qualità è necessaria la costante interazione tra ricerca, progettazione, test e “azione”, ovvero produzione e vendita. Per migliorare la qualità e soddisfare il cliente, le quattro fasi (P - Plan. Programmazione; D - Do. Esecuzione del programma; C - Check. Test e controllo; A - Act. Azione per rendere definitivo e/o migliorare il processo) devono ruotare costantemente, tenendo come criterio principale la qualità e dando vita a un “circolo virtuoso” secondo il quale l’efficienza aziendale aumenta sempre di più quasi per inerzia. La bioarchitettura in definitiva permette di realizzare costruzioni ecologiche ovvero fatte con materiali naturali, che non danneggiano chi vi abita e che non sono pericolosi per chi li produce, né per chi li mette in opera, né per chi li deve smontare o abbandonare. Fondamentale è anche l’eliminazione o la riduzione ai minimi termini delle fonti di inquinamento interno, che modificano la qualità dell’aria, producono campi elettromagnetici artificiali o generano emissioni dannose. Ma la bioarchitettura non è appena nata. Anche in passato ci sono stati esempi di bioarchitetti che costruivano secondo natura. Uno dei più noti è stato Antoni Gaudí, l’architetto spagnolo (1852-1926) che realizzò, ispirandosi all’ecologia più sfrenata, Parco Güell a Barcellona. è questa l’opera che dimostra nel modo più evidente il concetto naturalista e paesaggista dell’architettura di questo particolare artista. Qui, infatti, Gaudì adatta le forme delle strade all’orografia, arrivando a progettare piccoli viadotti per non modificare l’assetto del terreno originale. Costruisce con pietra del posto senza levigarla, utilizzando rocce di diversi colori e distribuendole in modo appropriato lungo tutto il recinto. Osservando la natura, la forma delle piante, degli animali e delle montagne, Gaudí riesce a creare micro ambienti che riproducono i cicli dell’acqua e dell’energia, con l’obiettivo di realizzare non solo opere d’arte, ma anche organismi utili alla crescita e alla riproduzione dalle specie. E a questo tipo di architettura, sebbene con uno stile più moderno, si è ispirato anche William McDonough, architetto americano che nei mesi scorsi ha presentato alcuni dei suoi progetti innovativi ad Abu Dhabi, nel corso del World future Energy Summit. Tra questi un grattacielo dalla forma futuristica che, grazie ai pannelli fotovoltaici installati nel versante nord, prende la sua energia dal sole e, grazie al muschio di cui è tappezzato il versante sud, crea intorno e dentro di sé dei microclimi. Intanto per sensibilizzare i professionisti ad adottare queste tecniche di architettura rispettosa dell’ambiente, vengono periodicamente organizzati in tutta la Sicilia seminari di aggiornamento per architetti, ma anche corsi di formazione per neolaureati. Tra gli enti organizzatori, l’Anab, associazione nazionale di architettura bioecologica e l’Orsa, scuola di alta formazione ambientale. «Proprio in questi giorni, presso l’ordine degli architetti di Palermo, parte il nuovo corso Anab – spiega Antonella Italia, architetto e responsabile del settore di formazione e avviamento alla professione dell’Associazione – articolato in tredici seminari che tratteranno svariate tematiche, dall’illuminazione naturale e artificiale al ciclo dell’acqua e alla fitodepurazione». Un’occasione anche per i semplici appassionati. I seminari dell’Orsa invece si occupano degli step successivi poiché hanno l’obiettivo di formare esperti in sistemi di certificazione ambientale, per verificare e garantire che i colleghi “costruttori” abbiano fatto un buon lavoro. Uno dei casi più interessanti è stato un master di II livello in Emas ed Ecolabel nel settore turistico. «Tra le figure preparate da questi corsi c’è anche il consulente revisore – riprende Tiziana Delfino –, che si occupa di portare l’impresa verso la certificazione». Vengono formate così figure professionali a servizio anche di quegli imprenditori agricoli che vogliono diversificare la propria attività dedicandosi, ad esempio, all’agriturismo “certificato”.

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Le certificazioni
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La ricerca
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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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