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Pil, agricoltura in controtendenza

 

Coldiretti: «È il settore in cui si registra la crescita più elevata»

 
   

ROMA (10 settembre 2008) - L'agricoltura è il settore che fa registrare la più elevata crescita percentuale del valore aggiunto sia in termini congiunturali (+1,7%) che tendenziali (+3,5%) e in netta controtendenza rispetto all'andamento generale fa segnare un inversione positiva di tendenza dopo due anni di segni negativi. È quanto emerge dalle elaborazioni della Coldiretti sui conti economici trimestrali elaborati dall'Istat per il secondo trimestre 2008 con una diminuzione complessiva del Pil dello 0,1% per nel secondo trimestre del 2008, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente che è il peggior dato tendenziale dal terzo trimestre del 2003. «Il contributo positivo dell'agricoltura in un periodo di difficoltà va

Danimarca
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sostenuto – sottolinea la Coldiretti – con politiche rivolte al contenimento dei costi, alla valorizzazione delle produzioni e al sostegno dei consumi che sono in calo addirittura a tavola e mettono a rischio il risultato finale dell'anno. A preoccupare – continua la Coldiretti – è l'andamento del costo di produzione nelle imprese agricole che ha fatto  segnare un aumento dell' 11% con una vera impennata per i concimi (+52%) necessari alla fertilizzazione dei campi. A soffrire di più per l'incremento dei costi sono i settori della coltivazione dei cereali come grano, mais e riso con incrementi del 17%, ma rincari record si hanno anche per le coltivazioni industriali (+12%) come il pomodoro e per l'attività di allevamento per latte e carne che – conclude la Coldiretti – sono aumentati del 9% per bovini e suini».

Zaia «Senza agricoltura non c'é economia. È un indicatore importante del valore strategico che il settore primario deve avere per il Pil, ma siamo solo all'inizio di un percorso in salita». Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat che confermano la crescita del 3,5% del valore aggiunto dell'agricoltura nel secondo trimestre.  «Il dato – prosegue Zaia – é indubbiamente motivo di soddisfazione per gli operatori di un settore in ripresa che sta affrontando ancora importanti difficoltà. Per troppo tempo – aggiunge Zaia – abbiamo pensato che gli agricoltori dovessero essere impegnati a fare altro: i custodi dell'ambiente piuttosto che i destinatari di sovvenzioni che venivano pagate affinché loro non producessero». «Noi – afferma Zaia – vogliamo rimettere al centro dell'agenda agricola italiana la produzione. Stiamo puntando a garantire una maggior autosufficienza all'Italia, più competitività anche sui mercati internazionali alle nostre aziende, prezzi equi per i produttori e per i consumatori, meno burocrazia per agevolare le piccole e medie imprese, anche giovani, che si affacciano sul mercato. I dati confermano finalmente un'inversione positiva di tendenza – conclude il ministro – dopo due anni di segni negativi».

 

 

 
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