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Obesità, ne soffre un terzo dei ragazzi italiani

 

Coldiretti propone dieta mediterranea come rimedio

 
   

ROMA (30 settembre 2008) – Ventitre miliardi di euro: questo l’aumento della spesa socio-sanitaria italiana causato dall’abbandono della dieta mediterranea e dall’incremento del numero di obesi. L’aumento di peso, infatti, è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro. «Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – affermano dalla Coldiretti – di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea». Ma il futuro è preoccupante con

Dieta Mediterranea
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un terzo dei ragazzi italiani obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. «In Italia l’allarme per l’abbandono della dieta mediterranea prosegue – sottolinea la Coldiretti – anche nel 2008 con un ulteriore calo dei consumi di frutta (-2,6%), olio di oliva (-2,8%), pane (-2,5%), vino (-0,9%) e verdura (-0,8%), sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre». Per fronteggiare la situazione, la Coldiretti sta realizzando il progetto “Educazione alla campagna amica” che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell' agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. Fermare la vendita delle merendine e dei dolci nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può, ad esempio, contribuire a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. «Un obiettivo che – conclude la Coldiretti – può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare a prezzi calmierati frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al “cibo spazzatura”».

 

 

 
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