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Ue, scatta il bando totale su cibi cinesi per bambini |
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Intanto Bruxelles tranquillizza: «Consumatori sono al sicuro» |
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BRUXELLES (26 settembre 2008) - L’Unione europea ha imposto un bando totale sulle importazioni di cibi per bambini e neonati dalla Cina, e ha ordinato controlli “al 100%” sull’import di prodotti cinesi contenenti una quantità superiore al 15% di sostanze lattiere, come possono avere cioccolata e biscotti. È quanto ha dichiarato la portavoce Nina Papadoulaki annunciando la decisione della Commissione europea di imporre una «clausola di salvaguardia» alla luce dello scandalo del latte contaminato in Cina, che prevede anche «controlli a caso» sui prodotti cinesi già presenti sul mercato Ue. Papadoulaki ha assicurato che «i consumatori europei sono al sicuro». Grazie ai “tre livelli di protezione” costituiti |
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dagli obblighi sulla sicurezza alimentare per i produttori e distributori, dai controlli svolti dagli Stati membri e infine dalla legislazione e misure di salvaguardia esistenti a livello comunitario. La portavoce ha ripetuto che l’Ue non importa prodotti caseari o lattieri dalla Cina, ma ha spiegato che il pericolo riguarda eventualmente i prodotti con una certa quantità di latte in polvere, come appunto possono contenere cioccolata e biscotti. Tuttavia, «in base alle informazioni che abbiamo non ci sono prodotti contaminati nel mercato dell’Ue» ha riferito Papadoulaki, affermando che le misure annunciate per domani sono state adottate «per pura precauzione». La situazione in Cina Nel Paese asiatico si registrato un aumento del 27% delle morti per avvelenamento da cibo nel 2007, rispetto all’anno precedente e le autorità sono intervenute con il ritiro delle licenze per la produzione a centinaia di industrie alimentari per problemi legati alla sicurezza. La Cina è peraltro il Paese che ha ricevuto dall’Unione europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, sulla base della “Relazione sul sistema di allerta per alimenti e mangimi nel 2007”. Su un totale di 2933 notifiche ben 390 sono state rivolte alla Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti per la migrazione, non solo di metalli pesanti, ma anche di ammine aromatiche, ftalati e adipati. Numerosi peraltro anche i casi di presenza di residui farmaci veterinari o di micotossine. L’Italia «Sono in linea con nostra strategia e spero che siano decise domani». Francesca Martini, sottosegretario alla Sanità con delega alla sicurezza alimentare, si esprime così sulle misure prese da Bruxelles. Ai tecnici del ministero che rappresentano l’Italia alla riunione del comitato permanente per la catena alimentare, Martini ha assicurato di «aver dato mandato per difendere la linea già attivata dall’Italia, di rigore e di attenzione, non solo al latte ma anche agli alimenti che contengono il latte e ai quali è stata imposta la certificazione». Martini non esita a parlare di questa nuova emergenza come di «un vero e proprio attentato alla salute globale del pianeta», ma conferma quanto già detto dalla portavoce della Commissione europea sull’assenza di melamina nei prodotti cinesi controllati sul territorio europeo. «Allo stato attuale – ha detto – non posso certificare la presenza di melamina negli alimenti da noi controllati». Il che ovviamente non esclude che possa essere identificata in futuro. «I controlli – ha fatto notare Martini – vengono effettuati non solo sugli alimenti che arrivano alle dogane ma anche su quelli già presenti sul territorio». Coldiretti È positiva la decisione della Commissione Ue di mettere al bando tutti i prodotti per bambini contenenti latte cinese e di rafforzare i controlli sulle importazioni sugli altri alimenti importati dal gigante asiatico. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che le misure adottate giustamente per affrontare l’emergenza devono tuttavia essere accompagnate da interventi strutturali per garantire la trasparenza dell’informazione e la rintracciabilità come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini. «Le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dalla Cina hanno superato – sottolinea la Coldiretti – il valore di 260 milioni di euro e riguardano principalmente ortaggi e legumi (secchi, conservati o loro preparazioni) per un valore di 88 milioni di euro tra le quali spicca il concentrato di pomodoro (29 milioni), nel corso del primo semestre del 2008. Dal gigante asiatico – aggiunge l’organizzazione – arrivano anche pesci, crostacei e molluschi per 18 milioni, semi, sementi e piante medicinali per 14 milioni, frutta per 7 milioni, gomme, resine ed estratti vegetali per 6 milioni e aglio per un milione». Lo scandalo del latte contaminato da melamina, secondo Coldiretti, «è solo l’ultimo caso che getta un’ombra sulla campagna di immagine sulla sicurezza avviata dal Governo cinese dopo la messa sotto accusa per i rischi alla salute di dentifrici, alimenti per animali domestici a causa della presenza irregolare di melamina tossica, anguille, pesce gatto, ma anche succhi e conserve con pericolosi additivi». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||