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Caro-vita, pane e grano peggio della benzina |
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Nonostante calino le quotazioni i prezzi non scendono |
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ROMA (3 settembre 2008) - Dall’inizio dell’anno le quotazioni del grano sono calate del 40%, «ma i prezzi di pane e pasta non accennano a diminuire, con una divaricazione molto più evidente di quella della benzina nei confronti del petrolio». Lo afferma la Coldiretti, sottolineando che l’andamento discendente del grano tenero e di quello duro «non trova riscontro nei prezzi di vendita di pane e pasta». Nel dettaglio, sottolinea la Coldiretti, il grano duro è oggi quotato attorno ai 30 euro al quintale con un calo del 40% rispetto all’inizio dell’anno, mentre il grano tenero oscilla attorno ai 20 euro al quintale con una riduzione del 35%. «Caduto l’alibi che per mesi ha giustificato i rincari – sottolinea l’organizzazione agricola – i |
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prezzi non accennano a diminuire e hanno raggiunto valori medi di 2,85 euro al chilo per il pane e di 1,5 euro al chilo per la pasta, secondo il servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche agricole». «Si tratta di un’evidente dimostrazione – continua la Coldiretti – che a favorire la crescita dei prezzi nell’agroalimentare sono soprattutto le distorsioni e i troppi passaggi esistenti nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi moltiplicano del 241% per il latte dalla stalla allo scaffale, 369% il grano e addirittura del 1.325% se si trasforma in pane». Ecco l’andamento delle quotazioni del grano, secondo un’elaborazione di Coldiretti
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