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I rossi di Sicilia si fanno in quattro

 

Arance, pomodori, carne e vino sono i prodotti dell’Isola più conosciuti nel mondo

 
     
di Annalisa Ricciardi    
   

PALERMO (17 ottobre 2008) - Arance rosse Igp e pomodori di Pachino ma anche carne e vino. Sono loro, come riportato sull'ultimo numero di Terrà, i “rossi” di Sicilia conosciuti in tutto il mondo come prodotti tipici della tradizione culinaria mediterranea e apprezzati per il loro sapore. Non solo. In un momento storico in cui la globalizzazione ha reso gli alimenti omogenei e standardizzati, ecco che le produzioni locali si distinguono anche per le loro proprietà, spesso superiori rispetto a quelle degli omologhi “senza colore”. Così le arance rosse che crescono in Sicilia hanno una concentrazione di pigmenti rossi antiossidanti superiore a quella delle arance bionde che normalmente vengono prodotte in altre parti del mondo. E

Rossi di Sicilia
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La scheda
 
I pigmenti buoni
 
Lo studio
 
 

il pomodoro di Pachino, come tutti i tipi di pomodoro, deve le sue proprietà salutistiche alla presenza di licopene, uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura che non solo protegge da alcune forme di tumore ma anche dalle malattie cardiovascolari. Il licopene non è sintetizzabile dall’organismo umano, per questo per assumerlo è necessario alimentarsi di pomodoro, meglio se cotto. Infatti il licopene presente nei derivati del pomodoro come sugo, succo o salsa, sembra essere più biodisponibile di quello contenuto nei pomodori crudi. Un motivo in più per preferire i pomodori rossi a quelli verdi è il fatto che in questi ultimi è presente una elevata concentrazione di solanina. Si tratta di una sostanza tossica che scompare con la maturazione dei frutti ed è termolabile. Per questo motivo i famosi pomodori verdi fritti, resi famosi dal film di Jon Avnet tratto dal libro di Fannie Flagg, non sono tossici. Secondo alcuni studi, da 2 a 5 milligrammi di solanina per chilogrammo di peso causa intossicazione, e da 3 a 6 milligrammi possono risultare mortali. I sintomi insorgono da 8 a 12 ore dopo l’ingestione, ma in alte concentrazioni anche dopo soli 30 minuti.
C’è poi la carne rossa, le cui proprietà benefiche sono legate alla presenza di ferro e di emoglobina, elementi che danno origine ai “mattoni” del sangue. Per questo in casi di anemia la carne rossa è preferibile a quella bianca. Proprietà ancor più interessanti se si pensa che secondo recenti studi, al contrario di quanto si immagina, la carne rossa incide marginalmente sul livello del colesterolo nel sangue, che è legato invece all’eccesso di calorie alimentari, alla scarsa attività fisica, al sovrappeso e al fumo. Cento grammi di carne bovina rappresentano, prescindendo dal taglio prescelto, meno del 20% dell’apporto di colesterolo alimentare. Per quanto riguarda i grassi, questi sono più o meno presenti a seconda del taglio ma, in ogni caso, gli acidi grassi saturi costituiscono meno del 50% dei grassi totali contenuti nella carne bovina. Di recente, inoltre, si è evidenziato il ruolo positivo della carne bovina nell’alimentazione della gestante e del neonato per i contenuti di zinco e ferro biodisponibili e facilmente assimilabili (vedi anche articolo di p. 11). Anche nella fase adolescenziale la carne bovina fornisce proteine a elevato valore biologico e stimola lo sviluppo della massa magra rispetto a quella adiposa. Infine, la presenza dell’acido linoleico coniugato favorisce importanti effetti biologici, come la stimolazione del sistema immunitario e l’attività anticancerogena.
Dulcis in fundo, il vino rosso. La sua forte azione anticancerogena dovuta alla presenza di resveratrolo e piceatannolo è stata oggetto di numerosi studi. Le ricerche effettuate dal Coribia, il Consorzio regionale per il rischio biologico in agricoltura, hanno messo in evidenza una maggiore presenza di piceatannolo nelle uve e nei vini rossi siciliani. Da questi studi è emerso inoltre che, in particolare, da un vitigno autoctono siciliano, il Perricone, è possibile produrre vini con elevate concentrazioni di resveratrolo e piceatannolo. Questi dati apportano ai prodotti viticoli ed enologici siciliani un importante valore aggiunto di tipo salutistico, sottolineando anche la peculiarità della regione che, per le sue condizioni pedoclimatiche, riesce a dare vita a prodotti agricoli di grande rilievo.

 

 

 
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