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Cina, dopo latte e uova contaminata la cioccolata |
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La causa potrebbe essere la melamina trovata nei foraggi degli animali |
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PECHINO (30 ottobre 2008) - Anche i cioccolatini, dopo le uova, sono finiti nel mirino della autorità sanitarie dei Paesi asiatici coinvolti nello scandalo del latte contaminato. Le autorità sanitarie tailandesi hanno dichiarato di aver individuato un alto livello di melamina in alcuni cioccolatini prodotti in Cina e introdotti di contrabbando nel Paese. Questi cioccolatini, della marca Orphic, contengono 34,37 mg di melamina al chilo, quantità 14 volte superiore a quella tollerata. Proprio martedì scorso la Fao ha chiesto ufficialmente alla Cina di rendere pubblico se è stata riscontrata la presenza di melamina nei mangimi animali: ciò avrebbe contaminato tutta la catena alimentare e porterebbe la crisi a livelli ancora |
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più allarmanti. La richiesta è datata 28 ottobre, pochi giorni dopo che la scoperta di melamina nelle uova vendute ad Hong Kong aveva fatto sorgere il dubbio che la contaminazione potesse riguardare la filiera alimentare su vasta scala. Zhang Zhongjun, funzionario della Fao, ha dichiarato che il ministero dell’Agricoltura cinese ha già iniziato le indagini per appurare la presenza o meno di contaminazione chimica nei mangimi destinati alle fattorie del Paese. «Non siamo a conoscenza dei dettagli delle indagini. Vogliamo che ci venga fatto rapporto immediato riguardo i risultati delle analisi» ha dichiarato Zhang, il quale ha aggiunto che «se il mangime fosse contaminato, allora ci sarebbe la possibilità che anche le carni di maiale, pollo, vitello e pesce possano esserlo». Ieri la scoperta delle uova contaminate In seguito all’ammissione e relative scuse da parte della Han Wei, azienda della Cina nord-orientale produttrice di uova, sono state ritirate dal mercato della Cina meridionale ingenti quantità di uova ritenute “sospette”, mentre Wal-Mart, colosso mondiale dei supermercati, ha ritirato dai propri scaffali cinesi le uova “Kekeda”, prodotte proprio dalla Han Wei. Alcuni supermercati di Pechino e Shanghai hanno annunciato che ritireranno dal mercato numerose partite di uova, mentre altri attenderanno le direttive del governo. Zhang ha spiegato che probabilmente la contaminazione di foraggi con melamina è stata pensata per falsare la quantità di proteine contenuta nei prodotti, così come accaduto con il latte. La scoperta della contaminazione delle uova ha spinto Hong Kong ad intensificare i controlli sui cibi importati dalla Cina continentale, in particolare su carni di maiale, pesci d’allevamento e frattaglie. Secondo quanto reso noto dalle autorità di Hong Kong, sono state individuate uova contaminate anche in una partita proveniente dalla regione centrale dello Hebei. Ci sono stati problemi anche ad Hangzhou, capitale della provincia orientale dello Zhejiang, dove le autorità sono state costrette a ordinare un richiamo per tutte le uova di marca “Ciyunxiang”, nelle quali è stata trovata una quantità di melamina pari a 3,5 mg per ogni chilogrammo. Non esistono standard che indichino la quantità di melamina tollerabile nelle uova, ma nel latte è permessa solo un quantità di 2,5 mg. Non ci sono state segnalazioni di persone malate a causa delle uova ad Hangzhou, ma il governo avverte che il problema potrebbe essere diffuso e inizieranno controlli su scala nazionale. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||