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Prestigiacomo: l’ambiente non si salva con le tasse |
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Intanto dalla Sicilia si traccia la strada per arrivare a Kyoto |
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PALERMO (21 ottobre 2008) – L’ambiente non si salva tassando le imprese. È questa la sintesi del pensiero del ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in riferimento alle nove misure Ue per ridurre gli effetti dell’inquinamento provocato dalle aziende. «Noi – afferma il ministro – siamo per ripartire un pacchetto così ambizioso in maniera equa tra i Paesi membri e soprattutto insistiamo sul rapporto tra costi e benefici». Per Prestigiacomo, quindi, «non vanno bene la curva sulla distribuzione degli sforzi e il meccanismo sanzionatorio. Ci vorrà più flessibilità – sottolinea – per raggiungere con meno oneri risultati importanti per l'ambiente». |
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per il raggiungimento dei paletti fissati dal protocollo di Kyoto. Dal III Congresso nazionale di selvicoltura, svoltosi a Taormina, è emerso che, nonostante in Italia i volumi di carbonio siano aumentati, l’aumento delle foreste ha consentito di assorbire il 10% in più delle emissioni inquinanti. E l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, ha sottolineato il bisogno di una maggiore programmazione ambientale: «Abbiamo bisogno di programmare e gestire più che inseguire quelle che sono le indicazioni che ci provengono da politiche diverse, come quelle sociali o energetiche. Oggi le politiche di intervento forestale inseguono gli accadimenti, non li governano. Abbiamo la necessità, quindi, utilizzando il supporto delle istituzioni scientifiche, di programmare e gestire di più». «La tutela dell’ambiente – ha continuato La Via – non è più rinviabile perché è un percorso senza ritorno. Abbiamo la necessità, per salvare la vita delle generazioni future, di mantenere alta l’attenzione verso la tutela ambientale. Effetti positivi ci sono stati, ma non sono stati tali rispetto alle aspettative e alle necessità. È necessario, quindi, prestare ancora maggiore attenzione e investire nuove risorse, ma dobbiamo stare attenti». «La politica forestale nelle regioni meridionali – ha sottolineato ancora l’assessore – è stata anche politica sociale. Quando mi sono insediato ho trovato 35 mila lavoratori forestali stagionali. In questi 3 anni, grazie a provvedimenti normativi e ad una rigida applicazione di politiche di azione di contenimento della spesa, siamo arrivati a quasi 27 mila. È chiaro che non è possibile chiudere il rubinetto della politica sociale, perché c’è la necessità di processi graduali». «Il congresso, sia per i temi trattati, sia per gli illustri relatori che si sono succeduti nei tre giorni – ha concluso La Via – è stata una grande occasione che la nostra Sicilia deve sfruttare a meglio. I contenuti della mozione approvata rappresentano sicuramente delle “raccomandazioni” che la classe politica non può non tenere in considerazione se l’obiettivo è quello di promuovere e diffondere la cultura del bosco». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||