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Plastiche biodegradabili, nuove sperimentazioni sui film per pacciamatura

 

Il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia collaborerà con la Cina

 
   

CATANIA (22 ottobre 2008) - Il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia collaborerà con l’Istituto di ricerca cinese Ibfc di Changsha nell’ambito di un progetto di ricerca, finanziato dal governo di Pechino, riguardante la produzione e sperimentazione di teli biodegradabili per pacciamatura. Nello specifico, il Pst Sicilia fornirà la sua tecnologia che permette di produrre da oli alimentari esausti, valorizzando  dunque uno scarto da smaltire – mediante l’uso di microrganismi, il polimero biodegradabile Pha (polidrossialcanoato, nella foto) che, unito al tessuto da fibre naturali sviluppato dall’Ibfc, forma un film composito biodegradabile.  In questi giorni il presidente del Parco scientifico, Antonino Catara, e la coordinatrice,

Polidrossialcanoato
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Nicoletta Paparone, si trovano nella capitale dell’Hunan per definire i particolari dell’accordo, che segue un precedente protocollo d’intesa siglato nel novembre 2006. La sperimentazione del telo per pacciamatura italo-cinese è stata avviata, in collaborazione con l’Università di Catania, la scorsa primavera presso il campo sperimentale della facoltà di Agraria, facendo riscontrare caratteristiche di impermeabilità, resistenza, durata e versatilità conformi ai tradizionali teli di origine petrolchimica, e migliori rispetto ad altre combinazioni di materiali biodegradabili saggiate. Facendo seguito a questi risultati le autorità cinesi hanno finanziato l’Ifbc per ulteriori ricerche sul prodotto, e una parte della commessa andrà al Parco scientifico che fornirà il polimero biodegradabile occorrente per una sperimentazione su ampia scala. Al contempo presso il laboratorio di chimica della sede etnea del Pst Sicilia si è ottimizzato il sistema di produzione, reso più economico, che potrà alimentare la linea di sviluppo avviata per l’Italia, che impiega supporti di carta riciclata. Di contro, il ministero dell’Università e della Ricerca non ha finanziato il progetto gemello presentato dal Pst Sicilia, in risposta a un bando sul fondo Firb (Fondo italiano per la ricerca di base) per progetti congiunti Italia-Cina. « Il nostro progetto – spiega Catara – pur essendo stato valutato “buono” non è stato ammesso a finanziamento. Non commento. Tuttavia, per effetto di questa collaborazione potremo continuare su questa linea di ricerca che la Cina ha valutato di grande interesse per la ricaduta che potrebbe avere nello sviluppo sostenibile dell’agricoltura intensiva e in altri settori che attualmente vedono l’impiego di film plastici». Durante la permanenza in Oriente, la delegazione del Parco scientifico parteciperà all’XI Simposio internazionale di agrumicoltura, un comparto nel quale il consorzio di ricerca siciliano ha messo a punto tecnologie innovative relative alla diagnosi di patogeni e alla gestione degli impianti.

 

 

 
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