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Presto origine obbligatoria per tutti i prodotti

 

Zaia ai contadini: «Presenteremo il provvedimento tra qualche giorno»

 
   

ROMA (10 ottobre 2008) - Obbligo di origine sull'etichetta per tutti i prodotti alimentari. È questo l'obiettivo a cui sta lavorando il ministero delle Politiche agricole. Lo ha annunciato il ministro Luca Zaia, intervenendo al “Question time con i contadini” organizzato da Coldiretti a Campagnano di Roma. «Stiamo costruendo un provvedimento simile a quello che impone l'origine sulle etichette dell'olio di oliva – ha spiegato Zaia – ma siamo ancora in fase di redazione e di vaglio da parte dell'ufficio legislativo». «Se i pareri saranno favorevoli – ha detto – lo presenteremo nel giro di pochi giorni». «Abbiamo coscienza che l'Europa deve avere un ruolo notarile di garante ma sicuramente – ha concluso rispondendo ai

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cronisti circa una possibile nuova contesa con la Commissione europea – non deve decidere della nostra agricoltura».

Finanziaria Nel corso dell’incontro si è parlato anche della prossima Finanziaria «costruita per la salute dei conti pubblici, tagliando i rami secchi, gli sprechi, giocando d'anticipo sulla crisi che sta investendo i mercati in questi giorni e per affrontare la quale è necessario che la nostra economia abbia solide fondamenta». «Il nostro obiettivo – ha detto Zaia – è quello di arrivare, nel 2011, ad un taglio del 48% del bilancio del Mipaaf, per ottimizzare le risorse a nostra disposizione e rendere più efficace la nostra azione sul territorio, anche grazie ad uno snellimento del corpo di leggi che regolano il settore, norme, queste, che presto riuniremo nel Codice agricolo». Per quanto riguarda la Finanziaria, «sarà possibile – ha spiegato il titolare del Mipaaf – fare ancora degli aggiustamenti, anche grazie al vostro contributo di idee, per rimpinguare, ad esempio, il Fondo di solidarietà nazionale, dove è stato necessario tagliare risorse per 42 milioni di euro».
 
Prezzi «I cali congiunturali dimostrano che gli aumenti dei prezzi al dettaglio non sono da imputare in nessun modo ai contadini – ha detto Zaia, commentando l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti agricoli pubblicato dall'Ismea – ma, semmai, ad una filiera troppo lunga, agli incrementi tariffari e in parte anche alla speculazione. È evidente che nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola si verificano delle storture. Lavoreremo per correggerle e contemporaneamente per sostenere i redditi degli agricoltori». «Il dato Ismea sui prezzi alla produzione – ha continuato il ministro – dimostra che l'agricoltura non solo non è la causa dei rincari dei prodotti alimentari, ma che anzi sta dando una notevole spinta deflazionistica in una congiuntura certo non facile per l'economia italiana e straniera».

Prezzi alla produzione, a settembre calo del 2,5%

 

 

 
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