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Cina, economia rallenta per la prima volta in 5 anni

 

Il governo punta su riforma agraria e consumi interni

 
   

ROMA (20 ottobre 2008) - L’ultra competitiva Cina ammette che la sua crescita economica sta rallentando e, per non diventare vittima della crisi globale, incomincia a prendere in considerazione i milioni di potenziali consumatori che vivono tra i suoi confini. Dati diffusi dall’Ufficio statistiche del Consiglio di Stato cinese mostrano che nei primi nove mesi dell’anno il prodotto interno lordo è aumentato appena del 9,9%, pari a 2,3 punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. In particolare, nel terzo trimestre, il quinto consecutivo al ribasso, la crescita è calata addirittura al 9%, il livello più basso mai raggiunto negli ultimi cinque anni, peggiore di quanto previsto dai più pessimisti economisti che

Agricoltori cinesi
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avevano pronosticato un +9,5%. Il rallentamento si è verificato nonostante un surplus record nella bilancia commerciale registrato in agosto e settembre e un livello stabile degli investimenti interni. È quindi probabile che Pechino mantenga la sua politica orientata alla crescita e che, con un’inflazione in calo, incoraggi il passaggio a una politica monetaria più accomodante e facendo nel contempo crescere la spesa pubblica. Uno degli obiettivi fissati dal governo nell’ambito del piano di riforme è di raddoppiare i ricavi delle zone rurali entro il 2020. La Cina deve «rafforzare le fondamenta dell’agricoltura, accrescere i ricavi dei contadini, difendere i loro diritti e i loro interessi», prosegue il documento. Negli ultimi anni, le autorità cinesi hanno messo mano ad alcuni sgravi a beneficio delle campagne, sopprimendo un’antica imposta agricola o annunciando nel 2006 delle misure a favore delle scuole rurali. Nonostante il rapido decollo dell’economia negli ultimi anni, una larga frangia della popolazione rurale vive ancora in condizioni estremamente difficili e spesso il malcontento per queste condizioni sfocia in rivolte contadine, che vengono brutalmente represse. Il premier Wen Jiabao, che ha presieduto la riunione del Consiglio di Stato, con un comunicato diffuso sul sito del governo ha cercato di tranquillizzare i cinesi affermando che nonostante la situazione economica internazionale sfavorevole e i disastri naturali interni l’economia cinese ha «la capacità e le forze per resistere ai rischi». La priorità verrà, dunque, data all’agricoltura, ma il governo favorirà anche le piccole e medie imprese incoraggiando le istituzioni finanziarie ad erogare più prestiti e garantendo supporto fiscale per le innovazioni tecnologiche.

 

 

 
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