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Bruxelles, più fondi per frutta nelle scuole

 

Il contributo europeo passerà da 90 e 500 milioni di euro

 
   

ROMA (8 ottobre 2008) - La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha chiesto che i fondi previsti dalla commissione Ue per il programma di distribuzione di frutta nelle scuole contro l’obesità infantile passino dai 90 milioni per il 2009/2010 ai 500 milioni. I membri della commissione chiedono più finanziamenti in quanto, secondo uno studio, il budget previsto sinora non è sufficiente in quanto utile a dare ad ogni bambino tra i sei e i dieci anni un frutto alla settimana per un massimo di trenta settimane. Sono circa 22 milioni i bambini europei in sovrappeso, e oltre 5 milioni sono obesi, soprattutto a causa del consumo di alimenti troppo grassi, dolci e salati. La commissione Agricoltura del

Distributore di frutta
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parlamento di Strasburgo ha anche chiesto che il programma non sia riservato soltanto agli scolari tra i sei e i dieci anni ma comprenda anche i bambini in età pre-scolare. L’Oms, ricordano in una nota, raccomanda un consumo di circa 400 grammi di frutta e verdura al giorno per i bambini sotto gli undici anni. Secondo i membri della commissione Agricoltura la distribuzione di frutta nelle scuole, preferibilmente fresca e di origine comunitaria, dovrebbe essere accompagnata, inoltre, da una campagna di informazione adatta ai bambini sulla salute e sull’importanza delle diete.

Cia «È un orientamento che apprezziamo e condividiamo». Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la posizione della commissione Agricoltura del Parlamento europeo che ha chiesto di portare da 90 a 500 milioni di euro il finanziamento del programma europeo di distribuzione gratuita di frutta e verdura fresca nelle scuole, per gli anni scolastici 2009-2010. «L’iniziativa – avverte la Cia – è finalizzata a favorire il consumo di ortofrutta da parte dei bambini e abituarli così a un’alimentazione corretta ed equilibrata». Oltre all’aumento del budget di spesa, appare importante anche la richiesta dei parlamentari europei di dare priorità al prodotto fresco, di origine comunitaria, come chiesto dall’Italia. «Quindi, l’indicazione degli europarlamentari – rileva la Cia – è tesa ad incoraggiare i più giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell’alimentazione “spazzatura” che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute. Serve, insomma, una dieta sana che inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto». Non solo. Per la Cia, infatti, «iniziative del genere possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 si è, infatti, avuto un calo del 2,5% nelle vendite di frutta e del 4,2% in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Segno inequivocabile della crisi della dieta mediterranea, come evidenziato anche in un recente studio della Fao». «Adesso – conclude la Cia – sarebbe quanto mai opportuno che la Commissione Ue accelerasse l’avvio operativo del progetto, comunicando modalità e caratteristiche in modo di essere pronti con l’inizio dell’anno scolastico 2009-2010».

 

 

 
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