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Agroalimentare, nasce il bonus per l’export

 

Previsti crediti d’imposta sul 50% delle spese. Scarica il decreto

 
   

PALERMO (6 novembre 2008) – Arriva il bonus per rimborsare fino al 50% le spese sostenute dalle imprese per la promozione dei prodotti made in Italy. È stato pubblicato, infatti, nella Gazzetta ufficiale n. 258 del 4 novembre il decreto legge n. 171 per il rilancio dell’agroalimentare made in Italy, approvato in precedenza dal consiglio dei ministri, contenente il credito d’imposta per finanziare le spese di promozione dei prodotti alimentari italiani sui mercati esteri. L’agevolazione, come riportato sul numero di ItaliaOggi del 5 novembre, non copre più le spese sostenute dalle grandi imprese agroindustriali, fatta eccezione, chiaramente, per il regime de minimis. E non finanzia neanche la pubblicità sui prodotti specifici delle

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singole imprese. O le attività promozionali legate al singolo marchio commerciale. Il decreto consente però a diverse categorie di imprese, siano esse Pmi o meno, di beneficiare del credito d’imposta sino al 50% delle spese ammissibili. L’incentivo sarà coperto con risorse già stanziate e sarà limitato all’anno in corso e all’anno prossimo.

Il nodo europeo Dopo un complesso negoziato con Bruxelles, la Commissione europea, con decisione C(2008) 668 del 13 febbraio  scorso, ha approvato lo schema di decreto attuativo, contenente il regime di aiuti in questione. Il negoziato ha portato alla modifica dell’incentivo, per come era stato disegnato dalla Finanziaria 2007. In particolare, dall’articolo uno, commi 1088, 1089 e 1090 della legge 296/2006. L’Ue aveva chiesto subito al governo italiano di modificare il testo. E la modifica era già stata approvata dal Consiglio dei ministri nel febbraio scorso e approvata dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Ma il cambio di legislatura ha impedito l’adeguamento della norma, che però doveva diventare obbligatoriamente operativa già nel 2008. Altrimenti le risorse finanziarie stanziate sarebbero andate perdute. E l’agroalimentare sarebbe rimasto a bocca asciutta. La modifica ora finalmente è arrivata. È nel decreto legge e consente alle imprese di sostenere i costi ammessi a incentivo per il 2008 nei termini fissati dalla Commissione europea. Si realizza così in via operativa e non solo cartacea un importante effetto di sostegno all’export dei prodotti agroalimentari, considerati, in modo bipartisan, la via strategica per lo sviluppo dell’intero comparto.

Biodiesel Il decreto dispone poi che il contingente di 250 mila tonnellate annue di biodiesel fiscalmente agevolato sia suddiviso in una quota prioritaria di 70 mila tonnellate ottenuta da oli vegetali prodotti nell’ambito di contratto quadro, e in una seconda quota generica di 180 mila tonnellate realizzata da oli aventi diversa origine.

Enti irrigui In terza battuta, per far fronte alla grave esposizione debitoria dell’Ente per l’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (Eipli), il governo ha stanziato un contributo straordinario da 5,6 mln di euro. Servirà a garantire la gestione ordinaria del servizio pubblico essenziale di irrigazione e distribuzione dell’acqua, fino al 31 marzo 2009. E tali somme, va detto, non saranno soggette a esecuzione forzata, a pena di nullità rilevabile d’ufficio dal giudice.

Pesca e acquacoltura Dulcis in fundo, il decreto risolve un’emergenza di carattere finanziario correlata a tempi contabili nazionali e Ue, inerenti gli interventi cofinanziati dall’Unione europea su pesca e acquacoltura, nell’ambito del programma Sfop. La misura evita il blocco degli interventi 2000-2006, a cofinanziamento europeo, in scadenza entro la fine del 2008.

Scarica il decreto legge (.pdf)

 

 

 
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